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Eric Meyer Vs Facebook: l’album, il ricordo e il dolore

EricM

Chiunque abbia aperto anche solo una parentesi graffa in un file css sa chi è Eric Meyer, tuttavia non tutti sanno che nel 2014 Meyer ha perso sua figlia: la piccola è stata portata via da un tumore nel giorno del suo sesto compleanno. Oggi ne parliamo cercando di capire dove finiscono le nostre responsabilità e iniziano quelle di chi crea gli algoritmi.

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#selvaggianonmentire: quello che non hai capito della rete

In: Comunicazione, Web Jungle Il dicembre 15th, 2014 • Lascia un Commento

Hai mai pensato di prendere in giro i tuoi utenti? Due vip lo hanno pensato e pure fatto. I risultati? Avere mezzo You Tube contro. 

Se ne parla da giorni nei rioni di You Tube e oltre, i protagonisti sono Selvaggia Lucarelli, Francesco Facchinetti e un ragazzino spacciato per un autentico talento nato e cresciuto su You Tube, ma che da subito ha mostrato i segni di un’enorme sceneggiata che gli youtuber sentono ancora sullo stomaco.

Pippo Baudo con la quarta e il ragazzo che “si è fatto da solo”

La cambogia è partita da questo post di Selvaggia Lucarelli pubblicato sul suo profilo Facebook:

Circa un anno fa mi sono imbattuta in un video molto divertente sull’amore ai tempi di whatsapp di un giovane modenese con una faccia furba e il capello gggiovane. Si chiamava Francesco Sole. Senza alcuna aspirazione “toyboy” ho condiviso quel video su fb e su twitter. Francesco mi ringraziò, il video ebbe non so quanti like e un’orda di condivisioni e Francesco imboccò la strada che l’ha portato a Tu si que vales. (ed altro, per sua fortuna) La sua parabola la conosco, un po‘ mi ci ritrovo (sebbene io grandi picchi e grandi occasioni non li abbia mai avuti) e tifo per lui. Perché è bravo e perché so da dove arriva. Il successo di chi arriva dal web nasce alla luce del sole, senza ombre di spinte, raccomandazioni, esordi e padrini misteriosi. Chi nasce sul web ha un curriculum limpido e meritocratico, e non è poco. E per questa ragione non capisco la furia degli haters, perché Francesco Sole quello che ha se l’è conquistato, con le sue idee, i suoi pomeriggi a montare i video, il suo entusiasmo. Non deve piacere per forza, ovvio, ma è un messaggio positivo e io continuo a sentirmi Pippo Baudo con Lorella Cuccarini: l’ho scoperto iooooo.
In bocca al lupo per il tuo libro, Francè.
p.s.
avviso preventivo. Quelli che verranno qui a scrivere “Ormai i libri li scrivono tutti”, facessero una foto della loro libreria, che vogliamo vedere quanto leggono.

Ehm sì. La parte finale è spettacolare, degna di una commessa in pube che si mette a criticare i clienti che non comprano. Tuttavia i suoi metodi di “vendita”, per quanto discutibili, fanno comunque parte del personaggio Lucarelli. 

Francesco Sole… ehm no, scusate, Gabriele Dotti, ha 21 anni e ora se la spassa al fianco di Belen Rodriguez in un talent show chiamato Tu sì che values, uno di quei programmi che la CIA potrebbe usare per torturare chiunque abbia più di un grammo di materia grigia, per intenderci.

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Le frasi più belle pronunciate dai clienti

In: Web Jungle Il novembre 7th, 2014 • 4 Commenti

Dopo tanti anni da libera professionista ho stilato una mia personale top five delle frasi più belle pronunciate dai miei clienti.

Eccole:

5.”Ti invio tutto il materiale di cui hai bisogno!”
4.  “Ammazza quanto sei bella!”
3. “Non capisco quelli che vogliono lo sfondo giallo su testo rosso, davvero, non li capisco!!” (Commozione.)
2. “Hai fatto un ottimo lavoro! Sono soddisfattissimo! Soldi veramente ben spesi! Un investimento!”

E in cima alla top five c’è:
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Mai essere amici dei clienti, però…

In: Web Jungle Il ottobre 7th, 2014 • 3 Commenti

La prima regola della libera professione è: mai farsi amici i clienti.

La seguo da sempre.
La infrango ogni giorno.

Perché vuoi mettere una richiesta simile:

Mi piace molto il font che hai usato su sito.estensione, possiamo vedere se sostituendolo nel mio mi aggrada come nel tuo?”

con questa:

“Mi piace molto il font che hai su sito.estensione possiamo vedere se sostituendolo nel mio ho un’erezione?”

??

Adoro ‘sto lavoro. <3


Collaborazione non è sinonimo di gratuito

In: Web Jungle Il settembre 15th, 2014 • 1 Commento

“Vorrei che collaborassi al mio progetto…”
“Di cosa si tratta?”
“Di un sito di pulci verdi e macchie di caffè”
“Interessante… parliamone!”
“Sì, guarda, ti propongo una collaborazione”.

A questo punto ho cominciato a schiumare come il cane di Pavlov, con l’unica differenza che fido sbavava in attesa di cibo, io reprimevo gli impeti di una lingua biforcuta che per troppo tempo ho dovuto domare in nome di nostra signora Comunicazione.

Perché troppe volte, quando ti propongono una collaborazione, vuol dire che tu fai qualcosa gratuitamente in attesa che il prodotto spacchi. E di solito non avviene. #diciamoanchemai

Eppure io non dico No a prescindere. Ci sono “collaborazioni” che hanno fruttato più a me che a chi le ha proposte, ma sono casi rari, non ci fate la bocca. #ecomunquepoilorodiconochenonèmeritotuo

Mi rivolgo soprattutto a chi sta iniziando adesso e che, lo spero per lui, non ha ancora lasciato un rene sulla scrivania del commercialista: fate attenzione alle “collaborazioni”, solitamente si tratta di lavorare gratuitamente per qualcuno che, pur potendosi permettere un sito, cerca di spillarlo alle nuove leve con la cazzata della visibilità.

Se vi propongono visibilità in cambio di sonanti monete, chiedete loro di mostrarvi il traffico o la “famosità” del brand. A quel punto il pagamento in visibilità decade rovinosamente perché:

a) se hanno tanto traffico e pubblicità sul sito, allora hanno anche i soldi da reinvestire per migliorarlo, o comunque si prendono il rischio e li cacciano di tasca propria se mancano di ads, banner o post sponsorizzati;

b) se il brand è così conosciuto da farvi affogare nella visibilità dopo dieci minuti dalla pubblicazione del sito stesso, allora hanno anche i soldi da investire per crearne uno, o comunque si prendono il rischio e li cacciano di tasca propria.

Quindi la visibilità spesso è una cazzata.

Troppe volte Mister Chicavolosei mi hanno appeso la visibilità all’amo e invitato ad abboccare, salvo poi scoprire che il mio blog con zero post da mesi faceva più traffico del loro. Per cui, di cosa parliamo?

Di fuffa.

Non scambiate la bellissima parola “collaborazione” con “lavoro gratuito”, perché le persone che collaborano veramente sono quelle che lavorano entrambe per uno scopo comune, non “tu lavori e ci perdi a prescindere, mentre io, vabbe’, c’ho provato e non ho perso nulla”.

Occhio. ;)


Tra moglie e marito non mettere il sito

In: Web Jungle Il agosto 18th, 2014 • Lascia un Commento

Tra moglie e marito non mettere il sito.
Significato: se state trattando con un cliente la cui moglie vuole gestire tutto, consiglio la fuga.

A sito donato non si guarda in bocca.
Significato: se vi viene in mente di regalare un sito ad un amico perché ha speso 700 euro nell’ultimo iPhone, ricordategli di non aspettarsi prestazioni da sito “duemilaeppassaeuro”.

Internet Explorer 7 non vede, cuore non duole.
Significato: inutile incaponirsi con Internet Explorer inferiori alla 9.

A pagare a morire c’è sempre tempo.
Significato: chiedetelo ai clienti insolventi. Leggi tutto