L’ospite-sponsor: Kika Shop

Pubblicato in: Ospiti | 12 Commenti
gen 24, 2012

Nelle settimane scorse ho lanciato qua e là qualche battutina piccata rivolta a chi rizza il pelo quando si parla di pubblicità nei video di You Tube, in Twitter e Facebook, ma anche in portali e blog più o meno vippici.

Non so di preciso chi abbia redatto l’undicesimo comandamento “Tu non potrai mai guadagnare dal tuo lavoro”, ma tant’è, molti mi hanno sbudellata perché nel mio blog al femminile Galline sulla luna ho cominciato a praticare l’arte dell’articolo sponsorizzato, e qui ho fatto slalom tra post normali e recensioni di guide e manuali (che comunque erano assolutamente spontanei e non remunerati).

Invece di pentirmi e chiedere perdono in ginocchio sui cocci di bottiglia, ho deciso sfacciatamente di rilanciare ospitando ogni tot un’azienda, un’agenzia, un freelance, ma anche chi con il nostro lavoro non c’entra nulla nemmeno se ci cade sopra, chiunque abbia bisogno di una piccola finestra sul cortile online e crede che la mia fessurina senza vetri possa essere grande abbastanza per farsi notare.

Potrei scrivere mille articoli farciti di link spacciandoli per spontanei o derivanti dalla mia esperienza, ma sarebbe un esplicito tentativo di prendervi tutti per caprini e a me la puzza di capra fa schifo, quindi preferisco essere più diretta, più cruda, se vogliamo, e passare l’osso al primo sponsor: Kika Shop. Leggi tutto

101 modi per scrivere un post di successo

Pubblicato in: Web Jungle | 12 Commenti
gen 15, 2012

1. Non scrivere niente. Lasciare la parola a chi ti segue facendola passare come una strategia pensata, invece che un patetico tentativo di mascherare la mancanza di argomenti.

Avete qualcosa da dire?

The end

Pubblicato in: Status | 15 Commenti
gen 1, 2012

Lo avevo detto io: il 31 Dicembre 2011 finirà l’anno.
I Maya me girano le pagine quando leggo, e Giacobbo me tiene er segno, mica cotica.

No, perché ovviamente io alla fine del mondo ci credo come alla Lazio che vince lo scudetto, però l’anno è finito davvero e  per rispetto ad una tradizione che sinceramente non si offende se non la porto avanti, scrivo il post di ringraziamenti e auguri. Voglio proprio darmi una manata di scontatezza oggi.

Nel fu 2011 mi sono lasciata rapinare dall’apatia lavorativa, quella branca del non c’ho voja che ti vede lavorare con un’espressione da ultimo sopravvissuto dopo un incidente in cui tutta la tua famiglia ha stirato le zampe. E’ stato un anno di cambiamenti nella vita privata, ma sono stati lenti, lunghi e a basso voltaggio. Sì, in economiche parole: non ho nulla da dichiarare.

Quindi passo la palla ai ringraziamenti.

Grazie a chi è approdato in questo blog… cercando la misura esatta di girotette di Simona Izzo.
Grazie a chi ha continuato a seguire i miei post…probabilmente con la speranza di  prenderli vivi per torturarli e far dire loro dove abito, così da eliminare il problema alla fonte.
Grazie a chi va bene ogni cosa che dico anche quando non dico nulla…semplicemente perché non dico, scrivo.
Grazie a chi commenta sempre qui sul blog…perché se no non vi ci parlo più. Ecco!
Grazie a chi commenta sempre e solo sui social…ve la lascio passare solo perché siete voi.
Grazie a chi commenta e basta…perché stica dove si commenta, l’importante è farmi sentire una commentata.
Grazie a chi non commenta…vi odio…no, non è vero, vi amo come gli altri, forse un po’ meno, ma poco poco, poco tipo che vi odio…Scherzo. ;)
Leggi tutto

Ebook: Non farsi fregare da presunti web designer

Pubblicato in: E-book | 16 Commenti
dic 19, 2011

Spesso leggo guide di web designer PER web designer o aspiranti tali, oggi invece mi è capitato sotto mano un ebook dedicato a chi sta dall’altra parte del recinto (potrei dire dentro, ma non lo dico): i clienti.

In quattro anni ne ho visti di web designer patacca proliferare sulla disinformazione dei clienti: mentre io venivo macellata e marchiata come non professionale perché irridevo alcuni dei miei, gli stessi macellai operavano nel retrobottega per fregare i loro vendendo Cms a 3000/4000/5000 euro con template gratuiti o scopiazzati da web designer con pedigree. Insomma, non li prendevano per il culo, glielo disossavano direttamente.

C’era una volta…e c’è ancora

Se prima la situazione era semplicemente malata, ora è in sala rianimazione. Causa della crisi? Dei tempi sempre più anoressici? Dei social che hanno attirato in rete soggetti poco raccomandabili? Dei guadagni facili? Può darsi, può essere, forse, probabilmente. La cosa sicura è il disorientamento dei clienti investiti da centinaia di offerte che si picchiano tra loro: l’agenzia-due-pagine-in un mese-mille euro VS freelance due-pagine-tre settimane-duecento-euro VS web designer tarocco-tutto-in una settimana-tremila-euro.

I clienti con poca o nessuna esperienza nel settore non possono basare la scelta su servizi specifici dell’uno o dell’altro o del terzo, poiché mancano delle nozioni necessarie per giudicare chi nel mucchio garantisce il servizio migliore, più adatto ai propri bisogni (che, lo ricordo, spesso manco loro sanno quali sono), più rapido ma di qualità (ecc. ecc.), così vengono automaticamente spintonati a scegliere in base alle uniche cose che conoscono bene: il prezzo e il tempo.
E in questa terra di nessuno operano i web designer tarocchi. Tanto che ne sanno i clienti cos’è un template? E un cms? E delle rognose regole del W3c? Che ne sanno!
Leggi tutto

Una blogger con il pelo arruffato

Pubblicato in: Web Jungle | 13 Commenti
dic 5, 2011

“Pika, pensavo che al convegno XYZ ci fossi anche tu, credevo che intervenissi parlando di blog e comunicazione!”

“Caro affezionato lettore non pagato per leggermi e per dirmi ‘ste cose, devi capire che avere un quintetto di blog non ti dà accesso automatico alla saletta vips dei blogger Alfa che vanno ai convegni e favellano anche.

Se salissi su un palco, molto probabilmente scenderei dopo dieci secondi volando in puro stile spintone voluto ma fatto passare per accidentale. Non potrei mai essere in tinta con i distributori automatici di strategie e linee guida per diventare un blogger in grassetto, al massimo sul mio badge scrivono blogger in corsivo, che fa tanto: “Lei dice di esserlo, ma secondo me c’ha un blog su Splinder”.

Non ho consigli di sicuro successo da spisciettare su ogni gamba di tavolo per delineare la mia posizione da blogger arrivata. La mia dispensa è vuota, nessuna chicca, l’unica mappa mentale è quella che mi permette di arrivare in camera mia senza perdermi nel corridoio; non ho schemi, reticolati o ramificazioni di idee che al secondo ramo già ti viene la nausea e vorresti scendere; niente indispensabili analisi dei pro e dei contro per scrivere tre righe e mezzo, e tanto meno riesco a far filare un discorso senza deragliarlo ogni tre parole mandandolo a sbattere contro battute che probabilmente capisco solo io e manco ci rido per non rischiare di rimanere anche a corto di autostima.

Insomma, sono una di quelle blogger brade, selvagge, con il pelo arruffato, con obiettivi ma senza aspettative, che prenderebbero tutti e andrebbero là fuori ad osservare il mondo, a farsi una passeggiata in mezzo alla gente per catturarne sfumature, desideri, aspirazioni, frustrazioni, sensazioni, bisogni, incubi, paure, speranze, espressioni, disagi, colori, maniche sgualcite, vacanze lontane sbiadite sulla pelle.
Per scrivere delle persone così come sono, dure, crude, asciutte, ma anche soffici, fragili, uniche, non una fetta di mercato, utenti, commentatori, numeri da sventolare nei siti di settore per vantarsi di non aver detto un cazzo, ma di averlo detto meglio degli altri. Ah.Ah.

Sbagliata, troppo per un web che ha cominciato ad avere la puzza sotto il naso.”

“Ho capito: non ti si fila nessuno.”

“Esatto.”

Pagina 1 di 3812345...Ultima »
Torna su