Il web non è una piazza

Pubblicato in: Società | 3 Commenti
mag 19, 2012

Domani, dalle mie parti, ci sarà il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco. La key word sbagliata in questa affermazione è “nuovo”: uno è il sindaco uscente, l’altro ha spadrone…ehm, governato per parecchi anni la stanca città in cui abito, poi è diventato deputato, poi non s’è capito, poi è tornato perché evidentemente si è reso conto che là a Roma era uno tra tanti, mentre qui è qualcuno che “conta”.

Io non voto nessuno dei due per questo motivo.

Tranquilli, non voglio parlare di politica fine a se stessa, ma di come questa, o meglio, parte di essa si serve del web.
Demm…ehm, non bene.

Da quando sono stati sdoganati i social, ovvero da quando non mangiano più bambini, molti politici si sono tuffati de panza nella social life, attirati dalla glitterosa prospettiva di sfruttare Facebook e compari per fare un po’ di propaganda. Chiamateli scemi.

Alcuni esemplari di homo politicus hanno aperto profili in cui alternano status/foto/link personali a messaggi promozional-elettorali, altri…be’, altri fanno SOLO campagna elettorale.  E come la fanno?

Demm…ehm, e niente, aprono un profilo, una paginetta o un gruppo su Facebook, ci scrivono la solita manica di parole contro il candidato avversario, le date degli eventi, qualche slogan privo di muscoli ispirato da Uan di Bim Bum Bam, una sparmiggianata di foto con malati, bambini, anziani  e chi più fa pena faccia cheese,  e, naturalmente, inserendo ad minkiam persone nei propri gruppi per fare numero (rigorosamente senza consenso) e via, finite le elezioni…“Face che? Se magna?”.
Durante la campagna elettorale, però, si sentono dei veri social media strategist. E lo dicono pure.

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Grazie a noi

Pubblicato in: Web Jungle | 16 Commenti
apr 28, 2012

Qualcosa mi perplime: l’esodo di massa dei vips online e il relativo coro di chi li tratta come se fossero “gente di web”.

La rete è di tutti, certo, c’è posto per tutti, ovvio, però fa sempre un po’ ridere sentire alla radio (o in tv) e leggere sui giornali il vocabolo twitter cento volte associato ad un Fiorello o ad una Sabina Guzzanti, quasi come se Twitter o altri social del genere fossero nati con ‘ste persone. Che poi il capitolo Sabina Guzzanti genera proprio smottamenti intestinali a causa di quel suo lassativo tweet in merito alle pubblicità sui social, in cui propone di traslocare su Google Plus per protestare contro i capoccia di Twitter che, appunto, vogliono inserire delle pubblicità nel cinguettante cucuzzaro.

Capito? Io che lavoro in rete e ti creo un social dove tu ti iscrivi e ti pubblicizzi aggratis NON posso inserire le mie pubblicità. Tu puoi farlo, io NO.

La morale è: io quando apro bocca per dire una cazzata devo guadagnarci, voi che  lavorate giocate in rete NO!

Ok, adesso potete dirmelo: dov’è la telecamera nascosta? Prima del tag <body>? Sotto il footer? Daje, dov’è?
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Il disadattato

Pubblicato in: Web Jungle | Lascia un Commento
apr 19, 2012

“Ah, Facebook, sì, io lo uso anche per lavoro!”

Quale reazione ha avuto l’ultima persona cui lo hai detto?

a) “Oddio! Ma si attacca?”
b) “Ah…ehm…devo andare a fare la spesa se no perdo l’offerta sulle uova di quaglia”.
c) “Anche io uso Facebook, però…”

C.

C sembra la meno peggio, però... è proprio quel però a rendere te e lui diversi. Diversi come? Diversi come non te lo sai spiegare, ma l’istinto lo sa benissimo e infatti ti sorprendi a precisare: “No, ma non è che ci sto dalla mattina alla sera, eh…”

E nonostante questo ti guarda come un pusher che dichiara di venderla solo, la droga.

Probabilmente nel suo immaginario tu sei position:fixed davanti al pc ad aspettare la materializzazione del rettangolino rosso da notifica, rettangolino dietro al quale potrebbe nascondersi la vita che hai sempre sognato o la risposta al tuo pm mandato nel mesozoico a quella ragazza tanto tanto bella che però manco l’amicizia ha accettato.
Sì, potrebbe esserci un meraviglioso universo dietro ogni rettangolino. E invece nel 90% dei casi c’è un invito per CityVille.

Ecco come ti immagina.
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Ci sono relazioni che non finiscono mai…

Pubblicato in: Status | 5 Commenti
mar 20, 2012

…anche se le hai rinchiuse in una cassaforte blindata che poi hai lasciato cadere nel pozzo più profondo e secco della tua anima.

Ho sempre pensato che il lavoro avesse lo stesso sangue della passione, e che se ti viene data la possibilità di farli coesistere nella tua vita, allora riesci ad essere felice e completo, a non trascinarti verso sera, a non sperare nell’arrivo delle sei del pomeriggio, a sentire una stanchezza sorridente mentre gli occhi si chiudono pensando a domani, a quando la ruota ricomincerà a girare.

La modalità temporaneamente pensionata dura da parecchi mesi oramai, il perché lo so fino ad un certo punto: un giorno mi sono trascinata fino a sera, premendo affinché le sei arrivassero prima, la stanchezza era pesante e senza sorrisi, gravida di immagini in cui c’ero io senza lui, senza il mio lavoro. E mi sentivo libera.
Il giorno dopo ho cambiato tutto prima che il tempo mi appiattisse a tal punto da farmi odiare ogni singolo minuto passato davanti ad un codice Html. Se non lo avessi fatto sarei diventata mediocre.

Sono andata via quando finalmente avevo il mix perfetto di clienti e i miei blog potevano portarne altri. Ho rischiato e non mi pento, eppure a volte vorrei smettere di andare avanti e tornare indietro, a quelle notti in cui non era mai troppo tardi per domare un div ribelle, per sottomettere Internet Explorer, per quel modulo di Joomla che si credeva un plugin di WordPress, per imparare da sola ma anche nei forum, per stravolgere le regole. Ecco, stravolgere le regole. Studiare manuali, apprendere tutto, sapere come si fa e poi dimenticare e provare provare provare, riuscire.

Cosa potrei rinnegare di quelle notti dove il sonno desisteva di fronte alla passione? Di cosa potrei dire “E’ stata solo una perdita di tempo”? A cosa ho rinunciato di tanto importante per imparare il linguaggio strano, logico e allo stesso tempo irrazionale del web?

No, non si rinnegano mai i matrimoni vissuti intensamente, con passione, con coraggio, con amore, con testardaggine, con fierezza, contro tutti quelli che non ci credevano. Non si rinnega chi o cosa ti ha fatto sentire realizzato, bravo, capace, completo, finalmente al posto tuo nel mondo. Si cambia strada per non cadere insieme in una scarpata, ma non si cancella il sentiero percorso mano nella mano.

E se qualcuno sotto il mio nome in questa intervista ha scritto webmaster, non corro a chiedere la correzione, perché in fondo, anche se ci siamo lasciati, io amo ancora quel lavoro.


Ringrazio Mario Grasso per l’intervista e per essersi preso il rischio di inserirmi in una lista di professionisti con il botto! ;)

Appello urgente!

Pubblicato in: Web Jungle | 8 Commenti
mar 15, 2012

“E’ castana tinto prugna, taglio Chuck Castoro andante, occhi verdi variegato fogna, sorriso rubato allo Squalo 2 e carnagione tipica di chi è morto almeno da due settimane. Indossa una T-shirt bianca con l’immancabile cartina di latte e nesquik al centro, un pantalone del pigiama in pelle di puffo e lo smalto viola livido-the-day-after sulle unghie delle mani…quello dei piedi ve lo risparmiamo perché abbiamo pietà di voi.

Di solito non va in giro conciata così, ma infatti lei non è in giro per il mondo a vivere una qualsivoglia vita vera, adesso è al pc e sta navigando ovunque, pure sul sito dell’Esselunga…che manco esiste lì dove abita lei! Da noi però non è passata: avevamo un appuntamento settimanale, ma di lei non abbiamo visto nemmeno l’ectoplasma o un cartello funebre appeso sulla sua bacheca di Facebook, che – ci dicono i più informati – continua ad essere costantemente aggiornata anche con post lunghi una quaresima che farebbero la loro porca figura su uno di noi.

Insomma, vogliamo solo chiederle perché non ci scrive più, come mai ci ha mollati in questo modo barbaro: che non gli stiamo più simpatici?
Siamo disperati ma soprattutto incazzatissimi! Se la vedete contattateci subito o in alternativa ditele che le diamo due settimane per tornare e fare il suo dovere, poi la scornifichiamo con un altro!”

Lettera inviata dai miei cinque blog a Chi l’ha visto? 

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