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Dici freelance…

In: Web Jungle Il giugno 19th, 2014 • Lascia un Commento

… leggono “disponibile h24″.
…leggono “ho il conto ad infiniti zeri”.
…leggono “non ho bisogno di lavorare”.
…leggono “gioco”.
…leggono “gratis”.
…leggono “niente capo, niente noie, annoiatemi!”
…leggono “se non trovo clienti è colpa mia, se li trovo è perché il mio mercato va”.
…leggono “sono stato aiutato da qualcuno”.
…leggono “sono felicemente il bancomat dello stato”.


Continuate voi perché ho la pazienza a pochi zeri…


Dimmi da dove vieni e ti darò ciò che vuoi

In: Web Jungle Il giugno 12th, 2014 • 9 Commenti

Qui dalle mie parti succede una cosa spennacchiante. 

Tu, freelance autoctono con X anni di esperienza e le palle ad incastro…

 “1300 per sito basic…”

“Eh? 1300?? MILLEETREEEE?”

“Ehm, sì…”

“No, ma te sei scemo, no, è troppo…” 

Tasse e un minimo di sopravvivenza non valgono come scusa per giustificare quel prezzo…

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#pgraphics II – il ritorno con enfisema

In: I miei progetti Il maggio 16th, 2014 • 2 Commenti

Son passati più di due anni da quando ho mandato in pensione pgraphics.it. 

Adesso però…

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Marina Ravaioli – Studio Ikebana

Pgraphics social: Facebook, Google plus, Twitter e Pinterest

Followare is bello. 

Cof Cof a tutti. :)



A volte ritornano, ma non si vedono

In: I miei progetti Il maggio 8th, 2014 • 1 Commento
Il file audio mascherato da podcast!

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Alla prossima, con faccia, espressioni e tutto il resto! :)

5 cose che l’Italia non cerca nei suoi dipendenti

In: Società Il febbraio 28th, 2014 • 12 Commenti

laszlo-bockGoogle, nei suoi dipendenti, cerca la capacità di imparare, le aziende made in Italy si accontentano del pezzo di carta. 

Oggi mi sono svegliata con il pc pronto ad offrirmi una tazza di notizie calde e fumanti, tra le quali questa: 5 cose che Google cerca in un suo dipendente (originale qui).

Un’intervista fatta al vicepresidente delle risorse umane di zio Google, Laszlo Bock. 

Bock indica una serie di caratteristiche che un candidato deve possedere per poggiare le proprie guance retrobottegali sulle colorate O di Google: 

1) abilità generale cognitiva;
2) leadership;
3) umiltà;
4) responsabilità;
5) esperienza.

Che elencate così non sono niente di wow, salto sul tavolo e mi strappo i capelli a mazzi di venti, eppure c’è un grande assente: il titolo di studio. 

E volutamente non dico “laurea”. 
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