Simpaticone di un Google
Eheheheheheh. Eh.
Rido.
Rido perché Google crede di farmi venire le doppie punte ai nervi.
Qualche post fa parlavo di Sitelink dati come premio per il “miglior lecchino dell’an(n)o”. Evidentemente Big G ha deciso che prima di mangiarmi giocherà un po’ con me, come fanno le orche con le foche.
Ha cominciato così:
(Clicca per ingrandire)
Sono fiera di comparire tra i sitelink di Meemi, perché lo considero l’unico vero Social Network italiano, ma non limitato ai soli social made in Italy. Insomma, ho tradito Twitter per Meemi, D’ACCORDO? ![]()
Chi frequenta Meemi non sta lì a menarsela se tu sei una voce autorevole o un fagiolo borlotto. Là dentro la risposta non manca mai.
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Nofollow? No comment!
Ho anticipato l’argomento di questo post qualche giorno fa, attraverso una frase scarabocchiata in Facebook e in altri siti sociali:
“Mi domando se certe persone, quando parlano dal vivo con qualcuno, controllano se sulla testa del proprio interlocutore ci sia il tag nofollow.”
L’avevo cambiata, virgolamunita e acconciata diversamente per tutti i social cui sono iscritta. Ma questo non c’entra, è una mia deformazione. (No, non deformazione professionale, deformazione e basta.)
Qualcuno mi ha chiesto il perché. Bene, ecco perché.
Perché il mio blog, questo blog, ha il nofollow vivo e attivo come il bifidus della Marcuzzi, e da parte mia non c’è nessunissima intenzione di toglierlo. Se ne potessi mettere un altro, lo farei.
Ho letto in alcuni blog la frase “per incentivare i commentatori a postare commenti”, a proposito del tag nofollow.
W H A T ?
Io credo che ci sia qualcosa di profondamente ulcerante in tutto questo.
Già me li immagino, i Googlecratici, tutti intenti a controllare il codice per vedere se quel funghetto velenoso del tag nofollow è presente. E se non c’è, sono ben felici di commentare. Se c’è, passano oltre.
Ma in che caxxo di web siamo finiti?
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Bambini gratis per 12 anni
Hai sempre desiderato trovare un bambino nell’uovo di pasqua, ma ogni anno rinunci perché le uova costano un occhio? La tua amica dice che avere un figlio è una spesa?
Oggi puoi realizzare il tuo desiderio di diventare genitore. Gratuitamente. Sì,hai sentito bene: GRATUITAMENTE.
Hotel Rimini, infatti, mette a disposizione bimbi in comodato d’uso gratuito per 12 anni.*
Anche tu potrai finalmente diventare genitore, ti bastano pochi secondi e il tuo nuovo bimbo è pronto per essere presentato ad amici, parenti e colleghi. Fai realizzare a lui i tuoi sogni d’infanzia, scaricagli addosso tutte le tue aspettative, usalo come scusa quando non vuoi uscire con gli amici o con il capo. Se prentoti il tuo bimbo gratuito entro il 31/01/2010, riceverai in omaggio un fratellino o una sorellina a metà prezzo.
Non sei impaziente di sentirti chiamare mamma o papà? E allora cosa aspetti? Regalati un bambino. Oggi è gratis!

* Offerta valida solo per il periodo pasquale. Il resto dell’anno il bambino si paga secondo il tariffario prescelto.
*Se il bimbo è difettoso, la cicogna non ne è responsabile. Non verranno effettuate sostituzioni.
* Leggere attentamente le condizioni dell’offerta sul sito.
Di Google
Dopo quattro anni di crisi validopatiche, di siti puliti, di div messi con chirurgica precisione, di condivisione, di smanettamenti, di cms di piombo trasformati in piuma d’oca, di diplomazia webbocratica, di blog più leggeri del semolino, di no-spamming convinto, ho capito che Google ragiona come la società degli umani: premia chi ha la lingua che raspa di più.
E mentre ad alcuni incapaci dona sitelink ed estrema visibilità, a me continua a suggerire che forse cercavo Piccadilly.
Un augurio particolare
Sono completamente guarita dalla smania di scrivere quei post di fine anno in cui si tirano le somme e si fa finta di essere maturati dall’ultimo capodanno, quindi questo non è un post di fine anno. E’ un augurio un po’ pariticolare, non rivolto a chi mi vuole bene o a chi stimo, bensì a quelli che ora risiedono di là, dall’altra parte di questo tavolo nel web, nella posizione riservata a coloro che io chiamo gli importantiti.
Il mio augurio, quindi, va a loro, agli importantiti.
A quelli che hanno dimenticato la bagnarola dell’anonimato sulla quale sopravvivevano insieme a te.
A quelli che chiedevano modifiche ad ogni cambio di vento ed ora, che per loro il vento è cambiato definitivamente, non sanno nemmeno farti gli auguri a Natale o capodanno.
A quelli che hanno fatto bene il loro lavoro. Imparare a fare un sito? No, a sfruttare gli altri e prendersene il merito.
A quelli che ora non si azzardano nemmeno a farsi vedere in blog come questo, non commentano certi profili di Facebook, su Friend Feed e Twitter ti ignorano completamente, nei forum non ti rispondono e saltano direttamente a rispondere al post dopo il tuo, anche se presenta solo uno smile.
A quelli che se commentano lo fanno anonimamente o non mettendo link o non dichiarando nome e cognome.
A quelli che prima di commentare guardano se hai il no-follow.
A quelli che, commentando anonimamente, cercano di sotterrare il tuo lavoro senza porre in essere nessuna argomentazione valida.
A quelli che ora si fanno chiamare Agenzia o Azienda o Seo o Markettari o blogger o blogstar o esperti o guru.
A quelli che prima, quando facevano le domande idiote, si nascondevano dietro un nick e ora pretendono che tu ti presenti nei loro siti con il tuo nome e il tuo cognome, perché così sei riconoscibile.
A quelli che vanno cercando il meglio al minor prezzo, se non gratis completamente.
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Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.







