Pier Luigi e Silvio hanno tot caramelle

Pubblicato in: Società | 14 Commenti
mar 31, 2010

In questi giorni, mi basta ascoltare un qualsiasi dibattito politico per ritrovarmi improvvisamente retrocessa ai tempi del grembiulino e del quaderno a quadretti grandi.

“La sinistra ha conquistato sette regioni, il Pdl sei: la sinistra ha dato quattro regioni al Pdl”

Questa è la frase che zompetta da un talk show all’altro.

Non sono molto filopolitica, però, dopo le elezioni, mi aspetto -ingenuamente, of course- che si parli di programmi, di “cosa facciamo adesso che”, di piani d’azione…non di quante caramelle la sinistra-Pier Luigi ha lasciato alla destra-Silvio.

Ma che è? Un problema di terza elementare? Bisogna calcolare quante caramelle ha rubato Silvio a Pier Luigi?
Divderle tra rosse e nere? Non capisco, è così che funziona adesso?

I cittadini si chiamano regioni e le regioni sono caramelle da dividere tra destra e sinistra. Credo che in tutto questo ci sia qualcosa di altamente tossico, oltre che infantile.

E quando mi domandano perché non ho assolto il mio dovere di brava cittadina andando a votare, rispondo semplicemente che preferisco passare la domenica a raccogliere m*** di cane dai marciapiedi, piuttosto che spargere quella umana per tutta Italia votando il meno peggio.

Cheèmeglio.

Il robot giornalista

Pubblicato in: News | 7 Commenti
mar 26, 2010

Per la serie “oggi voglio pensionare una professione”, ecco in arrivo dal paese di Hello Kitty l’ultima trovata per mandare a coglier banane un po’ di persone: il robot giornalista.

A quanto pare incarna…inmetalla l’essenza principale del vero giornalista: l’obiettività.

Si adopera alla ricerca di notizie rilevanti, riportando i fatti tipo playlist di eventi senza anima, fotografa la scena del crimine, intervista i protagonisti e sa usare internet…no, scusate, non volevo dire questo, volevo dire si autoconnette a internet. :D

Ma la glassa sul bigné è la sua capacità di scrivere correttamente senza errori di grammatica, rispettando anche la regola delle cinque W (who?, what?, where?, when?, why?) ed evitando l’aggiunta dell’italianissima sesta W: Which, quale. Quale sta per: “Quale partito ti vede tra gli iscritti?”

Insomma, ha tutti gli ingranaggi per svolgere la professione di giornalista. E’ nato per rimpinzarci di notizie degrassate da polemiche, giudizi, opinioni personali e da tutto quello che oggi, certi giornalisti, continuano a chiamare informazione, ma che in realtà è un uso improprio della professione.

Nonostante ciò, nessuno deve temere di vedersi scivolar via la sedia girevole da sotto il sedere. I giapponesi, infatti, non sono ancora riusciti ad inventare il pensiero, e senza quello il robo-giornalista è praticamente una lattina di coca cola che scatta foto e fa domande.

Be’, però la faccia da giornalista ce l’ha: con un parrucchino riccoluto e brizzolato porebbe essere scambiato tranquillamente per Mentana.

E va bene così

Pubblicato in: Status | 8 Commenti
mar 18, 2010

Quando certe sensazioni vengono a bussare alla mia porta, ho due opzioni:
1) Apro e lascio che mi investano facendomi dubitare anche di esser capace di respirare.
2) Faccio finta di non essere in casa e vado avanti come se niente fosse.

Oggi le ho lasciate entrare.
E infatti ecco il post pippa che non amo scrivere, ma che ho bisogno di scrivere.

Succede sempre: hai un chilo di nulla da fare e le idee volteggiano come Yuri Chechi sugli anelli; hai fienili pieni di lavori da svolgere e le idee se ne vanno a pascolare chissà dove, lasciandoti senza luce a cercare di creare qualcosa che abbia anche solo una lentiggine di originalità. Mica chissà che.

Ed è in questi momenti che la sensazione di non fare e di non essere niente di che ti si mangia per colazione, pranzo e cena.

Oggi, ad esempio, stavo montando un sito, per partorirne il tema ho dovuto riesumare i film di Tim Burton.

Che ci volete fare, mi ispira.

Avrò guardato Vincent ottocento volte, all’ottocentunesima ho avuto una sorta di starnuto e sono riuscita a generare qualcosa di presentabile. E’ andato più che bene, tant’è che ora sto montando il sito.
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Lavoro amatoriale

Pubblicato in: Strisce | 18 Commenti
mar 13, 2010

Quando non ho parole…

Spot Intesa San Paolo

Pubblicato in: Comunicazione | 15 Commenti
mar 4, 2010

Su Meemi si sta discutendo circa l’efficacia degli spot d’Intesa San Paolo.

Detta alla me: la triade di pubblicità in cui Intesa San Paolo vuole passare per la fata Turchina che realizza tutti i sogni amputati dalla crisi economica.

Se non ricordo male, fu proprio Intesa San Paolo a ridermi in faccia, tre anni fa, quando andai in una sua filiale a chiedere informazioni su uno strapubblicizzato prestito per giovani ambiziosi e strabordanti di obiettivi.

No, non ricordo male: era proprio lei la banca che mi fece uscire quasi in lacrime per tutte le offese velate ricevute circa la mia infantile (e presunta, da loro) intenzione di chiedere prestiti senza garanzia di mamma e papà.

Ed è proprio lei quella che ora mette in circolazione tre spot in cui tutto è stato cucinato per servirsi ai clienti come la banca dei sognatori, come la banca in cui nessuno ti stupra i sogni, anzi, te li incentiva, te li finanzia. I sogni.

Sai che vi dico? E’ vero, con lei puoi sognare.

Il prestito, ad esempio.

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