Prima leggi la firma

Pubblicato in: Web Jungle | 22 Commenti
giu 30, 2010

Sarei tentata di mettere questa firma nelle mie email:

“Quando le 30 euro che ti chiederò ti sembreranno troppe;
quando sentirai che quelle 30 euro ti pesano sul bilancio familiare – famiglia che comprende l’esercito di soldatini schierati sul ripiano 2 della libreria. Nella tua cameretta. A casa dei tuoi genitori;
quando starai lì per dirmi: “30 euro!! Ma per una cazzata del genere mi chiedi 30 euro! Sei fuori? L’amico mio me la fa gratis!”;
quando avrai paura che con quelle 30 euro il tuo conto in banca depositato nel pancino del maialino diventerà anoressico;
quando all’ennesimo mio “No, niente sconti su 30 euro” tu dirai “Sei una smanettona, ma chi te credi de esse?”;
quando metterai autonomamente nel preventivo di quelle 30 euro anche il cambiamento completo della grafica, del codice sorgente e della carta da parati della tua stanza, che attualmente presenta bianche cicogne e nuvolette celesti;
quando sentirai la necessità di mandarmi almeno 20 email al giorno per chiedermi modifiche che vanno dal piallamento della crosta terrestre al rattoppo del buco dell’ozono;
quando abolirai l’idea di darmi quelle 30 euro in un’unica soluzione perché hai paura che io scappi con il malloppone senza finirti il lavoro, ricordati che…

…che Italia.it è costato 8 milioni di euro. 8. Milioni. Di. Euro.”

Ovviamente non metterò mai una firma del genere…o sì? :D

Di iPhone, iPad e principio di contrasto

Pubblicato in: Web Jungle | 16 Commenti
giu 25, 2010

Il post che sto per scrivere renderà la mia già claudicante reputazione uno straccio da spolvero, ma, davvero,  non posso reprimermi: voglio rendervi partecipi del mio ruminante (s?)ragionamento.

Quando è uscito l’iPad, anche io mi sono lasciata andare al pregiudizio più becero. Ho sbagliato: mai giudicare le cose senza averle prima provate.

Ecco, l’ho provato e posso dire che…è un oggetto inutile. Per me. (E qui l’espressione chiave è “per me”.)

Prima di riempire i commenti di insulti, lasciatemi spiegare i perché.

Perché, secondo me, l’iPad è stato fatto solo per vendere più iPhone. (E qui l’espressione chiave è “secondo me”.)

Si chiama principio di contrasto, chi maneggia le faccende di marketing lo conosce un po’ come la propria faccia.

Esempio per chi non sa di cosa parlo.
Una bella ragazza sembra ancora più bella se messa accanto ad una ragazza brutta, e viceversa.

Altro esempio. Un prodotto che costa mille euro, se paraganato ad uno che ne costa duemila, sembrerà costare meno di quanto effettivamente giudicheremmo quel prezzo se non confrontato con qualcosa di più esoso.

Con l’iPad e l’iPhone il principio di contrasto, a mio avviso, è avvenuto sull’utilità. (E qui l’espressione chiave è “a mio avviso”.)

Io ho visto e testato la versione basica dell’iPad. Quando ho notato l’inesistenza di un qualsiasi buco per chiavette usb e la webcam invisibile, mi sono chiesta: “Ma è un fallato cinese?”

No, era quello originale. E neanche lo avevo acceso.
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Olè

Pubblicato in: Status | 11 Commenti
giu 22, 2010

Ho saputo da poco della morte di Alex Badalic (AAA Copywriter) e mi sono seriamente chiesta se si stesse parlando di quel Alex Badalic.

Quello che quando ti aggiunge lo fa da tutte le parti, anche alla lista della spesa, perché ha una comunicazione a 1200° e oltre.

Quello che se ti aggiunge non scappa e non aspetta, bensì ti reclama, ti perseguita finché non gli rispondi, portandoti a farlo per forza ironicamente.

Quello che gli daresti si e no 24 anni perchè l’italietta della rugafobia ti ha insegnato a credere che dopo i cinquanta, l’unica posizione che devi assumere è quella orizzontale, magari dentro una bara, che è meglio.

Quello che da fermo riesce a correre più veloce di te.

Quello che risponde alle tue boiate, anzi, le incita perché secondo lui è questo il tuo fascino.

Quello che ad un certo punto ti fa domandare se al posto del sangue non abbia caffeina o 10.000 litri di Red Bull.

Quello che un giorno ti ha mandato, su quattro social diversi, quattro messaggi diversi, ma tutti incentrati su un unico argomento: andare avanti così.

Quello che oggi mi dicono essere morto.

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Come rispondereste voi?

Pubblicato in: Web Jungle | 18 Commenti
giu 18, 2010

Se un/a ragazzo/a vi mandasse una mail in cui vi chiede perché avete scelto il vostro lavoro sul web e se, dopo tot anni, ancora vi appassiona come il primo giorno, ecco, cosa gli/le rispondereste?

Siccome io sono ancora allo stadio Chi sono? Perché sono?Quando se magna?, vi rigiro la domanda.
Ovviamente la idiotizzo un po’, tanto per darle qualche grammo di sapore in più.

Domande:

1) Perché avete scelto questo lavoro? Scippare le vecchiette non era abbastanza eccitante?

2) Siete soddisfatti di quello che fate o vorreste prendere pc, mouse, tastiera, la vostra vicina e frullare tutto con un minipimer industriale?

3) Meglio freelance che mercanteggia con il cliente – tipo venditore di coccobello- o impiegato sottopagato ma kilometricamente a distanza da tutto ciò che inizia per C e finice con liente?

4) Secondo voi, per i web designer, webmaster e programmatori c’erano più opportunità di lavoro tre anni fa o oggi?

E la domanda più importante è:
5) Risposereste il vostro lavoro o vi buttereste su qualche altro settore (o dal settimo piano del palazzo di fronte)?

A parte gli scherzi,  sono curiosa di sapere le risposte. Per facilitare il compito di comprensione commento, potete copiare e incollare le domande nel form di risposta mettendole tra il tag <b></b>. ;)

iPad: averlo o non averlo?

Pubblicato in: Web Jungle | 15 Commenti
giu 4, 2010

Averlo o non averlo, questo è il problema: se sia più fashion subir l’affitto, le bollette e i dardi del fisco, o comprar l’iPad andando contro un mare di debiti e morendo di fame disperderli. Navigare, scaricare, nulla di più, e con settecento euro in meno convincersi che poniamo fine al nostro staus di anonimi e all’infinita nomea di quello senza iQualcosa, è soluzione da accogliere a mani giunte.

Navigare, scaricare, sognare di volare forse: ma qui é l’ostacolo, quali utilità possono assalirci da quel bramato oggetto quando ancora non siamo stati sdipanati dal groviglio mortale
dell’ iPhone? Ci trattiene: é la remora questa che di poco prolunga la vita al nostro prestigio davanti gli sfigati che non ce l’hanno.

Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti di chi già abbraccia l’iPad, della sfiga, le angherie del talebano macuser, il disprezzo dell’uomo alla Apple votatosi, le angosce del rifiuto sociale, gli indugi della legge che vieta l’intelligenza a chi non consacra la santa Mela, la tracotanza dei hai Windows? Non capisci un cazzo, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai fighetti all’happy hour, quando di mano propria potrebbe saldare il conto e volare sull’Olimpo con solo sette centoni in contanti?

[...]

Così ci fa schiavi la moda; così l’incarnato naturale della libera scelta si scolora al cospetto dell’oggetto fighetto. E così persone di grande intelligenza e rilievo sono distratte non dall’utilità, ma dalla gloria dello stiloso aggeggio: e della ragione perdono anche il nome.

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