Io odio il Bah

Pubblicato in: Comunicazione | 11 Commenti
gen 28, 2011

Si possono odiare la parole?
Sì, se pole.
Io ne odio molte, come Gratis (quando vendo) e il verbo Pagare (quando compro); o anche Carinello e Poverello (e per direttissima Poveretto o Poro fio, peggio se musicate con la calata tipicamente centronordista). O.d.i.o.s.e.
Sul mio personale Olimpo dei vocaboli infetti c’è lui, il Bah, che non è nemmeno una parola, bensì un’interiezione.

Io odio il Bah.
Non lo sopporto, mi fa seccare la pelle e gonfiare l’epiglottide.
Lo trovo sempre e comunque fuori luogo, è l’equivalente della bocca a U rovesciata-sopracciglia alzate-occhi puntati a destra nella comunicazione non verbale, quell’espressione maledettamente usata per esprimere dubbio e “Non te credo, ma famo finta che c’hai ragione”.
La trovo un’interiezione terribile, ulcerante, sgarbata e insopportabilmente strausata in rete.
Leggi tutto

Spot Intesa San Paolo

Pubblicato in: Comunicazione | 15 Commenti
mar 4, 2010

Su Meemi si sta discutendo circa l’efficacia degli spot d’Intesa San Paolo.

Detta alla me: la triade di pubblicità in cui Intesa San Paolo vuole passare per la fata Turchina che realizza tutti i sogni amputati dalla crisi economica.

Se non ricordo male, fu proprio Intesa San Paolo a ridermi in faccia, tre anni fa, quando andai in una sua filiale a chiedere informazioni su uno strapubblicizzato prestito per giovani ambiziosi e strabordanti di obiettivi.

No, non ricordo male: era proprio lei la banca che mi fece uscire quasi in lacrime per tutte le offese velate ricevute circa la mia infantile (e presunta, da loro) intenzione di chiedere prestiti senza garanzia di mamma e papà.

Ed è proprio lei quella che ora mette in circolazione tre spot in cui tutto è stato cucinato per servirsi ai clienti come la banca dei sognatori, come la banca in cui nessuno ti stupra i sogni, anzi, te li incentiva, te li finanzia. I sogni.

Sai che vi dico? E’ vero, con lei puoi sognare.

Il prestito, ad esempio.

I cliché nei Comunicati Stampa

Pubblicato in: Comunicazione | 6 Commenti
mar 3, 2010

Se Dio esiste, ha l’obbligo morale di liberare questo mondo dai plastici di Bruno Vespa e dai fan dei cliché.

Ieri stavo revisionando alcuni comunicati stampa per il sito di un amico… al secondo comunicato mi è venuto il reflusso da strasentito.

Sono stata travolta da uno tsunami di “leader nel settore”, “azienda all’avanguardia”, “servizi innovativi”, “servizi unici nel loro genere”, “prodotti rivoluzionari”, ecc.
Non ho mai letto così tante definizioni inutili in poche righe, be’, a parte quando leggo certi profili di Facebook, ovviamente.

L’uso del cliché è una piaga che infetta 2,5 comunicati stampa su quattro. Non sto scherzando.

Anche fantomatiche agenzie di comunicazione e marketing ritengono che frasi come “leader del settore” o “prodotti innovativi” significhino veramente qualcosa.

Invece non significano nulla. Tiè.
E’ come quando il romanziere scrive “la ragazza era bella”. Cosa ha detto? Assolutamente niente, perché l’aggettivo “bella” ha tanti significanti quanti sono i lettori che leggono il libro: per il protagonista della storia la bellezza potrebbe bollire in una ragazza con i denti gialli e capelli unti, per il figlio del lattaio, invece, “bella”  è la ragazza dalla pelle diafana e i capelli color Yomo Magro, ecc. La bellezza è cosa soggettiva, quindi l’aggettivo ha moltecipli significati=non vuol dire nulla proprio perchè potrebbe significare tutto.
Con quel “bella” lo scrittore non descrive com’è la ragazza in questione, dice solo una cosa come un’altra. (Parlavo di cliché nei romanzi qui.)

Leggi tutto

Pika vs Pika

Pubblicato in: Comunicazione | 14 Commenti
feb 26, 2010

Continua la serie di post totalmente inutili.
Abbiate pazienza, mi passerà. Forse.

Qualche mese fa ho pubblicato i tormenti della giovane smanettona circa il suo avatar.
Oggi ho deciso che il momento è propizio: la mia claudicante immagine virtuale ha bisogno di una spolverata.

Non potendo contare sull’aiuto di Madre Natura, ho dovuto ripiegare sull’effetto coprente della luce diurna. Per giustificare la mancanza di fotogenia, invece,  ho sfruttato l’ingenuo obiettivo di un telefonino. Mi stimo profondissimamente per tutto ciò. :D

Tuttavia, dopo aver letto alcune discussioni riguardo all’importanza dell’avatar, mi è venuto un dubbio: cambiare o rimanere fedeli all’avatar in cui sembro un viados che guarda lontano, in attesa del primo cliente della sera?

Non riuscendo a prendere una decisione da sola, ho interrogato gli amici di Meemi.
A quanto pare, la maggior parte di loro opta per la prima immagine.

Mi rivolgo anche ai tre lettori del blog: meglio la “m’illumino d’immenso” o “il viados al palo numero 14″, rispettivamente la prima e la seconda immagine?

Ma soprattutto, cambiare la propria immagine personale dopo due anni è un cambiamento positivo (dinamismo, sguardo verso il futuro, ecc.) o negativo?

La scelta del mio avatar dipende da voi, io in questo momento non sono in grado nemmeno di scegliere se dormire sul fianco destro o sinistro. :D

Cnv: Lie to me…ecco cosa ha prodotto

Pubblicato in: CNV | 15 Commenti
feb 9, 2010

Qualche mese fa ho scritto questo post riguardante la (ormai non più) nuova serie di fox, Lie to me.
Lie to me, in sostanza, è un telefilm che parla, molto alla bell’ è meglio, di comunicazione non verbale.

Bene, in quel post avevo predetto (mi sento molto mago Otelma in questo momento) che Lie to me, iniettato in cervelli teleingordi, avrebbe procurato danni da interpretazione facilona.

Così ho detto, così è stato.
Ieri sera ho visto una delle repliche del telefilm, per tutto il tempo non ho fatto altro che sentirmi superimbarazzata per i milioni di telespettatori che trangugiano tutte le belinate che Lightman e la sua cricca sparano puntata dopo puntata.

Quella più bella è stata quando hanno sentenziato che l’aumento del diametro pupillare è provocato anche dalla paura, oltre che dall’eccitazione.
Non sarà forse il contrario?
Eh, mi sa proprio di sì.
La paura non fa aumentare il diamentro della pupilla, semmai lo restringe.
Leggi tutto

Pagina 1 di 212
Torna su