Ebook: Non farsi fregare da presunti web designer

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dic 19, 2011

Spesso leggo guide di web designer PER web designer o aspiranti tali, oggi invece mi è capitato sotto mano un ebook dedicato a chi sta dall’altra parte del recinto (potrei dire dentro, ma non lo dico): i clienti.

In quattro anni ne ho visti di web designer patacca proliferare sulla disinformazione dei clienti: mentre io venivo macellata e marchiata come non professionale perché irridevo alcuni dei miei, gli stessi macellai operavano nel retrobottega per fregare i loro vendendo Cms a 3000/4000/5000 euro con template gratuiti o scopiazzati da web designer con pedigree. Insomma, non li prendevano per il culo, glielo disossavano direttamente.

C’era una volta…e c’è ancora

Se prima la situazione era semplicemente malata, ora è in sala rianimazione. Causa della crisi? Dei tempi sempre più anoressici? Dei social che hanno attirato in rete soggetti poco raccomandabili? Dei guadagni facili? Può darsi, può essere, forse, probabilmente. La cosa sicura è il disorientamento dei clienti investiti da centinaia di offerte che si picchiano tra loro: l’agenzia-due-pagine-in un mese-mille euro VS freelance due-pagine-tre settimane-duecento-euro VS web designer tarocco-tutto-in una settimana-tremila-euro.

I clienti con poca o nessuna esperienza nel settore non possono basare la scelta su servizi specifici dell’uno o dell’altro o del terzo, poiché mancano delle nozioni necessarie per giudicare chi nel mucchio garantisce il servizio migliore, più adatto ai propri bisogni (che, lo ricordo, spesso manco loro sanno quali sono), più rapido ma di qualità (ecc. ecc.), così vengono automaticamente spintonati a scegliere in base alle uniche cose che conoscono bene: il prezzo e il tempo.
E in questa terra di nessuno operano i web designer tarocchi. Tanto che ne sanno i clienti cos’è un template? E un cms? E delle rognose regole del W3c? Che ne sanno!
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Vivere Freelance

Pubblicato in: E-book, Libri e manuali | 5 Commenti
nov 16, 2011

Avete presente quegli animali strani tipo il sigaraio o l’axolotl? No? Non importa. Sono due tra le tante creature stipate nel reparto “Disconosco” del nostro cervello, ne ignoriamo l’esistenza almeno fino a quando un documentarista decide di passare venti mesi appeso ad un ramo o sepolto vivo nella sabbia per filmare tre minuti e mezzo della loro giornata, facendole così passare di livello: da “Disconosco” a “Oh, ma quello è axolotl, ‘n amico mio!”.
Eh be’, il freelance è assiso tra la scimmia saki e il clamidoforo troncato.

E come tutti gli animali che sembrano montati male e chiamati peggio, anche lui si merita un documentario dedicato alla sua vita, a cosa fa, a come si muove nella giungla del lavoro, da dove parte e dove arriva, ma soprattutto in che modo c’arriva.

Chi è il freecoso?

Un freelance è il capo e operaio in un unico prodotto, tecnico e venditore, ma anche uno studente variegato insegnante, un madrelingua senza continente, lavora in costume a mutanda spalmato su una sdraio a Copcabana come anche in ufficio legato ad una cravatta. Ci sono freelance capaci di essere efficienti, precisi e professionali mentre dietro di loro si scatena la versione casalinga dell’uragano Katrina, altri  invece riescono ad incasinare un due più due nel più totale silenzio. Ehm. Io.

Al mondo non esiste una specie di freelance uguale all’altra, ma tutte hanno un’unica matrice:  la libera professione.
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E-book:Ottimizzare siti in Flash in modo naturale!

Pubblicato in: E-book | 3 Commenti
giu 21, 2008

E’ possibile ottimizzare un sito per i motori di ricerca se la struttura del sito è completamente realizzata in Flash? Sì, è possibile e ci sono vari metodi più o meno efficaci. Alcuni creano una doppia versione del sito, altri non usano completamente Flash o si affidano ad altri trucchi di sicura efficacia ma poco naturali, ma c’è un metodo naturale per fare ciò? A quanto pare sì e per sciogliere questi dubbi arriva Diego Di Salvo con il suo interessantissimo e-book in cui ci spiega come rendere visibile una pagina ai motori di ricerca senza trucco e senza inganno, ma sfruttando il concetto di Bioranking di Luca Catania.

Come dicevo qualche post più in là, per posizionare un sito senza utilizzare troppi trucchi Seo è necessario renderlo unico e dai contenuti ben formati e originali che catturino non solo i motori di ricerca ma soprattutto gli utenti, persone che parlereanno del sito anche fuori dal web decretando così il successo del sito stesso. Ottimizzare solo per i motori di ricerca non serve ed è anche un rischio per la salute del capello, a quanto conferma lo stesso Luca nel suo corso di Bioranking. :D D

Un sito deve soprattutto essere ottimizzato per l’utenza, cattura l’utenza e catturerai la prima posizione senza rischi e senza inganni portando il tuo sito a livelli alti senza trucchi e senza inseguire i vari algoritmi dei motori di ricerca.

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