Per un po’…
Non mi piacciono gli annunci plateali, però a ‘sta botta devo informarvi che sparirò dalle scene per un po’. Giovedì uscirà l’ultimo articolo su YIW fino a data da destinarsi.
Non c’è nessuna filosofia o presa di posizione dietro, ho dei problemi abbastanza cocenti in famiglia, roba di salute, roba sulla quale non so dare dei tempi di risoluzione, sperando in una risoluzione.
In ogni caso, non preoccupatevi per me – sì, lo so che non ve ne frega una mazza-, in qualche modo tornerò a rompervi la ciolla. E’ una promessa? No, una minaccia.
Un abbraccio stritolabudella a tutti,
Pika
The end
Lo avevo detto io: il 31 Dicembre 2011 finirà l’anno.
I Maya me girano le pagine quando leggo, e Giacobbo me tiene er segno, mica cotica.
No, perché ovviamente io alla fine del mondo ci credo come alla Lazio che vince lo scudetto, però l’anno è finito davvero e per rispetto ad una tradizione che sinceramente non si offende se non la porto avanti, scrivo il post di ringraziamenti e auguri. Voglio proprio darmi una manata di scontatezza oggi.
Nel fu 2011 mi sono lasciata rapinare dall’apatia lavorativa, quella branca del non c’ho voja che ti vede lavorare con un’espressione da ultimo sopravvissuto dopo un incidente in cui tutta la tua famiglia ha stirato le zampe. E’ stato un anno di cambiamenti nella vita privata, ma sono stati lenti, lunghi e a basso voltaggio. Sì, in economiche parole: non ho nulla da dichiarare.
Quindi passo la palla ai ringraziamenti.
Grazie a chi è approdato in questo blog… cercando la misura esatta di girotette di Simona Izzo.
Grazie a chi ha continuato a seguire i miei post…probabilmente con la speranza di prenderli vivi per torturarli e far dire loro dove abito, così da eliminare il problema alla fonte.
Grazie a chi va bene ogni cosa che dico anche quando non dico nulla…semplicemente perché non dico, scrivo.
Grazie a chi commenta sempre qui sul blog…perché se no non vi ci parlo più. Ecco!
Grazie a chi commenta sempre e solo sui social…ve la lascio passare solo perché siete voi.
Grazie a chi commenta e basta…perché stica dove si commenta, l’importante è farmi sentire una commentata.
Grazie a chi non commenta…vi odio…no, non è vero, vi amo come gli altri, forse un po’ meno, ma poco poco, poco tipo che vi odio…Scherzo. ![]()
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Succede 2
Succede. Che decidi: “Stacco per un po’”, ma vorresti sia per sempre perché giri per la rete – “Dio quanta gente!” – e ti chiedi: “Ma cosa ho in più di loro io?”
Frughi nelle tasche, sotto i cuscini, dietro le tende, tra le pieghe del passato, e niente, la risposta è scappata.
Succede. Sfogli pagine e pagine di post. Pixel sparsi diventati parole grazie alla tua forza di gravità. Ma cosa hai raccontato in questi ultimi due anni? Fatti di lavoro, fatti di vita, fatti e basta. E ti sembra di non essere andata avanti.
Succede. Vorresti essere solo un po’ più brava, rifrequentare la creatività convinta che stavolta andrà meglio, che non ci sarà più un foglio di Photoshop bianco, vuoto, quasi morto che ti urla di riempirlo, di non lasciargli nemmeno un angolo per respirare, vuole essere inondato di fantasia, colori, sfumature, luci, ombre, senso.
E poi apri Photoshop e il foglio manco ti guarda, tanto lo sa: stai per chiuderlo.
E lo chiudi.
Che presa a male
Amico
“Da quanto tempo, come stai?”
“Si respira autonomamente, quindi bene.”
“Eheheh, stai ancora su internet?”
“Come stai ancora?”
“Non ti sei stufata?”
“No, è il mio lavoro!”
“Ah, mo lo spacci per lavoro?”
E tu ti spacci per homo sapiens?
Parente di grado ignoto
“Bello questo top, dove lo hai preso?”
“In quel negozio fighetto giù in centro.”
“E quanto lo hai pagato?”
“Non tanto…sai, mi sono fatta un regalo dopo aver finito un importante lavoro.”
“Ah, hai trovato lavoro?”
“Ehm…no… lavoro sempre in rete, come tre anni fa…”
“Perché ti pagano pure?”
Così dice il mio top, baby.
La ladra
Ieri mattina sono entrata all’ufficio di collocamento da terzomedista e ne sono uscita Esperta di Web e Comunicazione online.
La simpaticissima ragazza che mi ha introdotta nella grande famiglia dei lavoratori disoccupati a vita non sapeva nemmeno come si scrivesse la parola “Web”, in compenso però mi ha fatto scegliere le frescacce da inserire nella domanda. Roba tipo che so programmare in Flash, ad esempio.
In verità si è anche molto preoccupata di raccogliere pezzi della mia autostima franati a terra dopo il campo “Titolo di studio” ed “Esperienze lavorative”.
Le voci riguardanti il web mi sembravano senza peso, trasparenti. Vedevo passare gli anni sopra le diciture “Photoshop”, “Html”, “Browser”, “Forum”, “Blog”, ecc. ecc., per poi cadere in un buco nero di inutilità. Chi avrebbe mai dato importanza alle mie conoscenze della giungla retaiola?
La risposta era sorridente e seduta davanti a me:
“Non fare quella faccia, tu con la terza media e tutte queste conoscenze di internet hai più possibilità di un laureato con lode che sa usare solo Facebook!!!”.
“Eh? Ma che daVero?”
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Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.







