La specie dei commentatori (parte 2)
Mi sento tanto una scrittrice seriale, una di quelle che scrivono romanzi a starnuti.
Ok, meglio tornare sulla nuda e fredda terra dei blogger et commentatori.
Continuo con il censimento dei commentatori di blog iniziato pochi giorni fa.
L’amico della blogstar
Questo è il tipo di commentatore che bisognerebbe studiare a fondo per poterlo portare come esempio ai convegni sulla comunicazione…mancata. Commenta perché come amico della blogstar si sente in obbligo di commentare, fine. Vuole solo mostrarsi interessato.
Come lo riconosci?
Il suo commento grida “NON HO LETTO UNA BENEMERITA FAVA DI QUELLO CHE HAI SCRITTO”. Solitamente lascia smunti saluti o roba tipo “io di pc non ci capisco niente”: con questo commento alza le mani e non si sforza di elaborare un qualsivoglia pensiero sull’argomento trattato.
Quando vuole dar a vedere di aver letto almeno i punti, scrive frasi passepartout che vanno dal “sono d’accordo su tutta la linea” al “come non essere d’accordo…” seguita, quest’ultima, da un’argomentazione che non c’entra niente con il post, ma che si presenta impegnata e pensata…forse durante un periodo di forte stipsi.
L’occasionale
Impossibile fare l’inquadramento di questo commentatore. Commenta quando ha tempo; la sua opinione è neutrale come il detergente intimo. Non si sbilancia mai più del dovuto e se lo fa, magari innescando qualche polemica, prima di rispondere alle repliche lascia passare stagioni intere. Nel web ci lavora, non ci vive. Molto spesso viene ignorato completamente e altrettanto completamente lui se ne frega.
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La specie dei commentatori (parte 1)
Sono sconcertata. Sapevo delle intenzioni omicide di qualche parente, ma che mandasse un plotone di zanzare a compiere questo atto infame è davvero incredibile. Ma tant’è, e io sono in bilico tra l’avere un paio di gambe e un paio di catene montuose che prudono. E molto.
Prima di scribacchiare questo post mi sono data un paio di mesi per pensarci. Dovevo studiare. Sì, anche io studio.
Argomento del giorno: le blogstar e i loro commentatori.
In un periodo che va da maggio ad oggi, sono andata a spasso per blog a studiare le specie di commentatori che pascolano in rete. Ho potuto così suddividere i commentatori per razze.
In seguenza abbiamo: il pio, il bastian contrario, l’altra blogstar, l’affezionato ma distaccato, l’amico della blogstar, l’occasionale, lo sconosciuto e il nessuno.
Sicuramente ce ne saranno altre, ma per ora mi limito a parlare di queste che occupano il 90% della superficie commentabile dei blog in questione.
Il pio
Il pio è il fedele, quello che anche sul letto di morte commenterà l’ultimo post della sua blogstar preferita. Commenta sempre e mai negativamente. I suoi commenti sono preghiere di ringraziamento per le briciole di pane che la blogstar ha lanciato dal suo balcone papale. Di solito anticipa il suo commento con un “Grazie per aver condiviso questo post con noi”, e se è veramente devoto aggiungerà “ti siamo molto grati” seguito da una sfilza di “sei grande, sei magnifico” ecc ecc.
Il pio, in quanto fedele Alfa, è anche uno dei più grandi difensori della blogstar, lo si trova spesso a difendere il suo divin maestro contro chi si azzarda a contraddire i sacri scritti.
Serietà
Da quando ho deciso di non scrivere solo avanzi di tutorial, ho ricevuto una buona percentuale di “Brava, hai fatto bene. Il tuo blog è vivo e fuori dal comune” e un’altrettanta nutrita percentuale di “il tuo blog non è serio. Non ti prenderanno mai in considerazione”.
Risposta ai primi:
Grazie, era quello che volevo. Vi mando una cesta di prodotti caseari provenienti dalla Cina, per ringraziarvi della fiducia.
Risposta ai secondi:
Da chi devo essere presa in considerazione? Dai grandi fruitori di servizi web? Da mia madre? Dal papa? Da voi?
Mi chiedo cosa voglia realmente dire essere seri.
Vi rimando all’ormai immancabile discussione tra me e A. (personaggio tragicamente esistente; discussioni tragicamente vere, ma che mi danno sempre spunti interessanti), perché solo così si può capire il concetto di serietà che molti vogliono portare come tesi…
A: Ciao Pika!! Come stai? Tutto bene?
(Sì, fino a due secondi fa.)
Pika: Ciao A. Sì, tutto ok, tu?
(Ditemi che non ho fatto questa domanda!)
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Per me niente silenzio
Essendo una persona che ha sempre sostenuto di non aver bisogno di pass per dire ciò che pensa, ho deciso di non lasciare in silenzio questo blog. Non condivido la legge, ma mi sorgono alcuni dubbi sulle vere motivazioni per cui tanti blogger oggi hanno deciso di non postare.
Improvvisamente gli italiani sono diventati amanti delle leggi? Evadono il fisco senza problemi; vanno a puttane; hanno macchine che raggiungono i 300 in tre minuti, e non si fanno problemi a dimostrarlo anche quando bevono; quando guidano da sobri hanno le mani ovunque, tranne che sul volante, se le giocano tra telefonino, stereo e specchietti per ritoccarsi il trucco; dopo aver infilato il proprio seme nelle mogli, o nelle amanti, quando sviluppano li infilano anche nei posti di lavoro che non meriterebbero in una sorta di ereditarietà di lavoro…però vogliono essere sicuri che se dicono minchiate sul proprio blog nessuno li metterà in ginocchio sui ceci?
Psicologia interessante, quella degli italiani.
Evvai, ho trovato un argomento per tappare il buco nero di questi giorni. Olè.
Io posso, tu no
Eh eh eh. Ah ah ah.
Rido.
Rido perché nella giungla dei web lavoratori, ogni giorno qualcuno si mura vivo in considerazioni perfettamente in grado di vivere nella lettiera del gatto.
Da qualche settimana ho aperto francescaluciani.it, il dominio ce l’ho più o meno da quando mi sono resa conto che mi presentavo ai clienti dicendo “Piacere, sono Pikadilly”, e loro mi guardavano come se avessi in faccia un filmatino del papa che tira su incenso da un narghilè. Avevo bisogno di essere presente in rete e offline nelle sembianze di una persona seria.
Ma non solo.
Il nuovo sito serviva per chiarire ai miei concittadini il vero significato della frase “primo su Google”, frase che li eccita più o meno come guardare le estrazioni del lotto o un accumulo di cellulite sull’interno coscia di Belen.
In questi due anni ho potuto quantificare il livello di stronzate che, nella mia città, sono state divulgate in merito al posizionamento nei motori di ricerca.
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Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.






