Santi online

Pubblicato in: Web Jungle | 16 Commenti
feb 23, 2011

Più invecchio e più divento una scatola di biscottini dolci e teneri.
Queste due ultime settimane le ho passate a scrivere zuccherine storielle piene di amore e di sentimento, soffocando il mio terzo polmone: quello acido e sociopatico. E non va bene.
Ho bisogno di una boccata d’aria iperpolemica.

Rullo di tamburelli, oggi mi va di parlare dei santi virtuali, quelli che a leggerli, tra blog e social, li immagini assisi tra San Tizio e San Caio nel calendario.

Le loro parole secernono onestà, amicizia, amore, intelligenza, buon senso, pace, giustizia, lealtà, insomma la collezione completa dei buoni sentimenti: sono talmente lassù che non riesci a vederli perché la luce della loro aureola brilla più del sole.

Tutti credono nell’amicizia, tutti pensano che intelligenza batte bellezza, tutti non parlano mai di sesso ma di amore, tutti hanno armadi privi di scheletri, tutti giusti, tutti caratterialmente adorabili, tutti amici veri, tutti che si mettono in gioco, tutti con il cuore aperto, tutti lavoratori che non sforano mai le scadenze e tutti assolutamente e incontrovertibilmente delusi dagli altri, calpestati per la loro bontà e fiducia nel prossimo.

Tutti diabetici, aggiungerei.

La parola più usata da questi figuri è “vergogna”, che ormai è diventata tipo un segno di interpunzione. Invocano vergona per ogni buchetto nel muro.

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Avere Facebook…

Pubblicato in: Web Jungle | 22 Commenti
gen 19, 2011

Mi colmo sempre di ilari vignette immaginarie quando vedo qualcuno su Facebook postare in loop status, foto, video, link, immagini di idioville, risultati di test tipo “Che verdura sei?”, dodicenni applicazioni e straruminate citazioni, per poi sentirlo negare tutto davanti a chi, molto isonounsemidio, asserisce di non avere Facebook.

Quando si parla dal vivo di Facebook avverto spesso questa dissociazione di massa. Nessuno pare avere rapporti con l’accusato.
Tuttavia, quelli più interessanti sono molti dei non iscritti. I non infettati, dicono loro. Non si sa come mai ne sanno sempre una più di te che batti Facebook da quando in Italia lo conoscevano in due: Google e chi te lo ha consigliato.

Qual è la rogna che affligge chi si vanta di non avere Facebook?
Ah, ce l’hanno tutti.

E’ questo che preoccupa la maggior parte di loro: non essere gli esponenti più in vista di un gruppo che, Facebook o non Facebook, è sempre composto da pecore*.

Mi è successo ieri con un’amica di vecchia data (leggi= una di quelle che ho sotterrato sotto strati di anni sperando che si decomponesse nel tempo), incontrata mentre ero tatuata sulla vetrina di un negozio di computer. (Sì, lo ammetto: stavo cercando di accoppiarmi con il Tablet Pc esposto.)

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Lei lo fa così, lui lo fa colà

Pubblicato in: Web Jungle | 16 Commenti
dic 7, 2010

Oggi ho letto un interessante articolo di Yes Web Can riferito a questo caso di studio.

Mentre saltavo di riga in riga, un pensiero starnazzava nella mia testa interpretando lerciosamente tutti i punti descritti nell’articolo.

Lo ammetto, spesse volte ammuffisco quello che leggo, ci vedo realtà inesistenti, costruisco morali immorali e faccio tanta fatica nel tentativo di non superare il limite della mala interpretazione. A volte ci riesco. Oggi no.

Quindi ve tocca: voglio analizzare con il mio luminol (chiamiamolo anche lercinol) quanto tradotto da Salvatore Sodano:

Già la prima frase suda luoghi comuni da ogni O:

Gli uomini più delle donne preferiscono creare design con un aspetto tecnico.

Interpretazione: Le donne preferiscono fare siti carini e coccolosi.

Le donne preferiscono le forme arrotondate a quelle lineari, e l’uso di più colori specialmente se brillanti.

Interpretazione: Le donne preferiscono fare siti Hello Kitty friendly e cromaticamente in tinta con lo smalto di Paris Hilton.

Gli uomini preferiscono design in 3-D, le donne il 2-D.

Interpretazione: Aggiornatevi, australopiteche!
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Ti sto seguendo

Pubblicato in: Web Jungle | 23 Commenti
nov 18, 2010

EhSono estremamente basita-sconcertata-atterrita-allibita e via sinonimo dicendo.
E’ tutto così surreale che mi sembra di essermelo inventato.

Non so nemmeno svilupparci un pensiero da trasformare in un logorroico e lassativo post, perché una cosa del genere può esistere a 12 anni, quando alle otto di mattina lamenti un intestino al limite della disintegrazione e ti fai graziare un giorno di scuola, per poi subire il miracolo della guarigione alle due del pomeriggio, quando ormai il pericolo scuola è ufficialmente passato, e sentirsi (più che altro ignorare) la mamma che dalla cucina urla: “Per giocare non stai male, eh??”

Ecco, mi sembra di essere tornata ai miei dodici anni (intellettualmente ci devo ancora arrivare ai dodici :D ), quando mia madre mi rimbrottava perché alleduespaccatoilminuto scendevo dal letto con il triplo carpiato e correvo a giocare, solo che ora al posto di mia madre ho il cliente X.

Cliente X: “Ti vedo scrivere sui blog e sui social, addirittura su i forum…vuol dire che il tempo ce l’hai”.

Si sappia: i tempi di consegna del lavoro (l’ultimo) non sono ancora scaduti.

E non dico altro, a voi la parola.

Io scrivo copto

Pubblicato in: Web Jungle | 27 Commenti
nov 5, 2010

Skype.

A: “Pika, ma che è successo?”
Pika: “Niente…”
A: “E allora perché non lavori più?”
Pika: “Non ho detto che non lavoro più, ma che non prendo altri lavori per un periodo di tempo…”
A: “Ah, bene, visto che ti sei liberata di clienti e roba varia, ti va di aiutarmi a fare il sito per mio padre?”

Io scrivo copto.

E-mail

A: “Ciao Pika, ho letto il blog e volevo dirti che mi dispiace.”
Pika: “Quale dei tremila blog hai letto?”
A: “Quello della smanettona.”
Pika: “Ah… ti dispiace per cosa?”
A: “Che non lavori più.”
Pika: “Non ho detto che non lavoro più, ma che non prendo altri lavori per un periodo di tempo…”
A: “Ok, quindi sei libera adesso?”
Pika: “Non propriamente…”
A: “Hai tempo per dare una ripulita al mio sito? Una cosa di cinque minuti…”

Io scrivo copto.

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