AH! Hai alzato il sopracciglio

Pubblicato in: CNV | 8 Commenti
nov 19, 2009

Io lo sapevo.
Lo avevo detto.
Lo avevo scritto.

Qualche settimana fa, la Fox ha mandato in onda l’ultima puntata della serie televisiva “Lie to me”.

Per chi non avesse avuto modo di vederla, il tema principe della serie è la Comunicazione non verbale (o CNV), materia indubbiamente affascinante che non ha mancato, e non mancherà, di eccitare milioni di italiani sani di mente, ma anche i pecoroni e i teleingordi.

Il protagonista di questo telefilm è Cal Lightman (interpretato da un fantastico Tim Roth), uno scienziato/dottore specializzato nella lettura del linguaggio del corpo. Lightman, accompagnato dai suoi fidi (una psicologa, un ricercatore e un “talento naturale”), aiuta l’FBI e la polizia a risolvere casi intricati e pelosi, avvalendosi proprio della comunicazione non verbale per smascherare il bugiardello di turno. Fine.
Una serie senza dubbio carina, ma estremamente esasperata.

Mi ricordo il boom che fece “CSI”, ricordo quella moltitudine di ovinoidi che presero a fare raffronti tra la famosa serie americana e la vera scientifica italiana, la quale sembrava non riuscire a risolvere casi che alla squadra di Grissom sarebbero sembrate vere e proprie frescacce. Mi ricordo i discorsi che si facevano anche tra persone culturalmente definite, ricordo che lo strumento sulla bocca di tutti era il luminol. Mi ricordo anche tutte le risate che mi facevo nel sentire quei discorsi. Sono le stesse risate che più o meno mi faccio ora quando sento parlare di Lie to me.

Già un paio di volte, su fantomatici siti che parlando di CNV, ho letto frasi tipo “diventa anche tu come il Dr Lightman”  o peggio  “Scopri chi ti mente e leggi i pensieri degli altri. Scarica l’ebook a solo tot euro e sarai in grado anche tu di sapere cosa pensano gli altri”. Stannoscherzandovero? Mi sono detta.

Sarebbe meglio fare chiarezza sulla questione.
Ora, io non sono una scienziata, ma visto che per me non è una materia totalmente nuova, voglio esprimere il mio parere, un po’ come fanno moltissimi blogger che si egono a santoni della comunicazione verbale.

Lie to me farà più danni di CSI.
Dice:  perché?

Perché non tutti possono vivisezionare cadaveri o fare prove con il luminol per scoprire chi si è mangiato l’ultima fetta di porchetta, ma tutti possono, invece, leggere i segnali non verbali. E’ un argomento più accessibile, per questo più “pericoloso”.

Allora, cominciamo subito con il dire che per leggere correttamente il linguaggio del corpo è necessario studiare anni e soprattutto fare tantissima esperienza sul campo. I talenti naturali possono anche esistere, ma è facilissimo incorrere in errori di valutazione che possono generare incomprensioni e giudizi facili e lesivi. Nella serie, comunque, questo viene fatto presente, quindi nulla da aggiungere.

Parliamo delle sopracciglia alzate.
A Lightman & Co sembra bastare un sopracciglio alzato, un angolo della bocca o una microespressione imperecettibile all’occhio umano per capire chi mente. Cazzata.

Per quanto sia affasciante credere che se po’ fa, be’, è meglio stare con i piedi per terra, altrimenti si rischia di interpretare male un segno che potrebbe essere dettato da altri fattori che non c’entrano nulla con la menzogna.

Prima di tutto è necessario analizzare il contesto. E’ fondamentale analizzare il contesto. No, ma che dico, non fondamentale, è vitale. Senza contesto, il segno è come la parola senza frase: può significare tutto e niente.

Chi sa leggere il linguaggio del corpo è favorito dal contesto. Un contesto ospedaliero, ad esempio, favorisce segnali di chiusura e tensione. Analizzare il contesto vuol dire anticipare le “mosse” che gli astanti faranno.

In secondo luogo è necessario conoscere chi abbiamo davanti e come si comporta abitualmente per poter cogliere le discrepanze tra lo stato normale e quello assunto nel momento in cui si vengono a creare determinate situazioni.
Se incontro una persona che non conosco e non so che quella persona è talmente insicura da assumere posizioni di chiusura quando è in presenza di altre persone, come leggerò i segnali che manda? Come saprò che quelle braccia incrociate sono per una sua insicurezza o perché sono io che le sto “sullì”?  Se non conosco il suo stato normale, come posso sapere se sta fuggendo mentalmente a causa mia o è proprio sociopatica lei?
Quindi è necessario riuscire ad essere abbastanza osservatori e conoscitori della natura umana per capire in poche battute quanto basta per fare una lettura che si avvicini alla realtà e non alla fantasia di chi legge.

Terzo, ma non meno importante: saper cogliere i messaggi di chiusura e apertura per capire in che stato d’animo è l’interlocutore e non leggere il segno in sé associandolo a questo o a quello.

Esempio.

Ci sono due persone che parlano. Una dice all’altra una bugia, in quel momento il bugiardo è in uno stato d’animo di stress e tensione, quindi assumerà le posizioni che denotano stress e tensione: braccia conserte, grattino veloce al naso o all’orecchio, sguardo fuggente e altri segnali di chiusura.

I gesti citati sono associati ad una chiusura (le braccia conserte, ad esempio, fungono da barriera), sapendo questo ci si domanda: perché si è chiuso quando ha pronunciato quella frase? Perché ha ripetutatemente avvicinato le mani al volto mentre parlava di quella cosa, visto che nel suo stato normale non lo fa?

Non si legge:”Ah, te sei grattato il naso: sei un bugiardo!!”

Non è così semplice.

E’ estremamente necessario leggere più segni contemporaneamente per poter giungere ad un’interpretazione corretta.

Con ciò si può concludere che non ci sono segni specifici per la menzogna, tantomeno è possibile leggere i pensieri degli altri attraverso i segnali del corpo, ma solo capire lo stato d’animo che la persona ha nel momento in cui dice, fa o vive qualcosa.

Quindi, analizzare il contesto, conoscere la persona che abbiamo davanti e capire quando si è in presenza di segnali di chiusura e apertura, sono le fondamenta per cominciare a leggere correttamente il linguaggio non verbale, ma non la mente, la mente è chiusa a tutti, molto spesso anche a noi stessi, sia chiaro.

Non basta un solo segno per capire l’uomo, non basta una sola parola per capire ciò che dice.

Con questo argomento potrei scrivere post per un anno, ma ancora non sono in grado di affrontarlo per bene, anche se anni e anni di indotta lettura mi hanno portata a capire spesso (non sempre) gli altrui stati d’animo senza l’ausilio del linguaggio verbale. Ho sbagliato tantissime volte poiché ho letto segnali con i filtri del giudizio e delle aspettative che io pensavo di suscitare nel mio prossimo. Una volta tolti questi filtri, è stato più facile arrivare a leggere senza troppi errori i segnali del corpo, tuttavia la strada è ancora lunga, articolata ma estremamente eccitante.

Be’, nonostante tutta la tribolazione che mi aspetta, di una cosa sono assolutamente certa ora adesso subito: non ci vuole tanto per smarcherare le cazzate propinate da telefilm di questo tipo.

8 Commenti per questo post

  1. #1
    Commento di: JACK1971
    Data: 19 nov, 2009 Ore: 12:11 pm

    Ottimo post, davvero interessante :)

  2. #2
    Commento di: Pikadilly
    Data: 20 nov, 2009 Ore: 10:44 am

    Grazie mille, Jack. :D

    Va un po’ fuori il tema del blog, ma visto che va di moda parlare di comunicazione, mi è venuto spontaneo fare riferimento alle quote maggioritarie (90% tra espressioni di corpo e volto e il restante affidato al tono della voce) tenute dal linguaggio non verbale quando si comunica con qualcuno. :D

  3. #3
    Commento di: Seo Guru
    Data: 21 nov, 2009 Ore: 7:48 am

    Al di là dell’approfondimento sulla comunicazione in generale… posso dire che Lie to me non è male, tra le tante porcate?

    :P

    E’ vero, c’è anche di meglio… ma anche tanto di peggio, però.

    Io queste serie americane di questo genere le vedo con i subs in italiano, quindi di Lie to me attualmente sto vedendo la seconda serie.

    Tim Roth ha un suo ‘perchè’. :)

    Sì, il soggetto è esasperato, decisamente… ma appunto, può far riflettere sull’idea di ‘comunicazione’, assolutamente.

  4. #4
    Commento di: Pikadilly
    Data: 21 nov, 2009 Ore: 5:40 pm

    La serie piace anche a me, la vedevo e la vedrò ancora. ;)

    Sicuramente è meglio di tante altre e come ho scritto, Tim Roth è fantastico.

    Il mio era solo un modo per dire che non basta un sopracciglio o una grattatina al naso per capire chi mente.

    Un po’ come non basta installare Joomla per dire di essere webmaster. ;)

  5. #5
    Commento di: anto
    Data: 03 dic, 2009 Ore: 4:58 pm

    Fra, dovresti mettere link per postarli su facebook!

  6. #6
    Commento di: Pikadilly
    Data: 03 dic, 2009 Ore: 6:02 pm

    Fatto quando l’ho scritto. ;)

  7. #7
    Commento di: Evian
    Data: 04 dic, 2009 Ore: 10:45 am

    Certo che te la sei presa porprio a male per questo telefilm!

  8. #8
    Commento di: Cnv: Lie to me…ecco cosa ha prodotto | Pikadilly Blog
    Data: 09 feb, 2010 Ore: 5:19 pm

    [...] mese fa ho scritto questo post riguardante la (ormai non più) nuova serie di fox, Lie to me. Lie to me, in sostanza, è un [...]

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