Comunicazione non verbale e videotutorial: posizione della testa

Pubblicato in: CNV | 6 Commenti
dic 3, 2009

Sono sopravvisuta a due ore di videotutorial riguardanti la comunicazione, social, webmarketing e altri argomenti non inerenti al web.
Ho gli occhi talmente gonfi che sembrano incinti, nonostante ciò sento il bisogno di scrivere questo post.

Parliamo di nuovo di comunicazione non verbale, ma non di telefilm sul tema. :D

Bene, parliamone facendo proprio accenno agli innumerevoli videotutorial che ho visionato da quando sono nata, internettamente parlando.
Ci riferiremo esclusivamente a quelli in cui c’è carne umana che si muove e parla, non ai video i cui protagonisti sono programmi o altra roberia animata dai nostri mouse.

Si parla di persone davanti ad una telecamera o ad una webcam (da qui in poi, cam). Si parla di come spesso viene posizionata la testa rispetto alla cam. Ovviamente non posso fare i nomi degli autori, ma si sappia che la maggior parte di loro sono molto conosciuti nell’ambito web.

Ok, si parte.

Alle volte, molte volte, mi chiedo seriamente da dove nasce l’idea che posizionare la cam in basso rispetto alla testa sia pratica gradita agli utenti che visualizzano quel video.

Qual è la frase più usata quando riteniamo di essere stati considerati inferiori da qualcuno che non ha nemmeno aperto bocca?

“Questo me sta a guardà dall’alto verso il basso”

Chi è solito guardare le persone dall’alto verso il basso?

Chi si sente (o vuole sembrare) superiore. Chi si sente (o vuole sembrare) potente. Chi vuole sottomettere l’interlocutore.

Ma i sentimenti negativi che questi segnali scaturiscono possono essere stuzzicati anche  in chi sta semplicemente guardando un videotutorial?
Sì, perché nel video riconosciamo un nostro simile, una persona. Una persona che spessissimo non conosciamo e della quale dobbiamo farci un’idea, come succede offline.

Puntarsi la cam addosso posizionandola come se noi fossimo su un trono e l’utente inginocchiato ai nostri piedi, non è  il massimo, soprattutto quando la nostra faccia occupa il 99% della finestra video.

La soluzione migliore è sempre posizionare la cam all’altezza della testa, così da dare l’impressione di parlare con un nostro pari, non con un sottoposto.

Il messaggio che vogliamo inviare verrà aiutato, inoltre, allontanandoci almeno di un metro dalla cam. Creando dello spazio vuoto intorno al nostro volto, diamo la possibilità all’utente di vagare con lo sguardo senza uscire dalla finestra video e soprattutto senza costringerlo a guardarci in faccia per tutto il tempo.

Piccola parentesi.

Guardare negli occhi chi parla è una scelta, non un’imposizione dettata dalle assurde leggi “chi ti guarda negli occhi ti ascolta e se lo fa quando parla crede a quello che dice” .
Quando una persona parla ha materialmente bisogno di organizzare le idee da esporre, e per fare questo deve assolutamente disimpegnare gli occhi e concentrare il cervello sul messaggio. La stessa cosa avviene con chi ascolta. Chi ascolta veramente qualcuno ha bisogno di mettere a riposo gli occhi per permettere al cervello di immagazzinare al meglio le informazioni che riceve.

Chi ci guarda sempre negli occhi mentre parliamo e non distoglie mai lo sguardo,  non sta veramente ascoltando, sta solo mantenendo l’atteggiamento comune di chi vuol far credere che ci ascolta: in verità è concentrato a non farsi beccare mentre dorme. Ricordiamoci che quando si guarda negli occhi una persona, i nostri occhi non rimangono statici, ma saltellano da un occhio all’altro: se rimangono statici stanno guardando in mezzo alle sopracciglia o solo un occhio dell’oratore, dando tuttavia l’impressione di guardare dritto nelle pupille.

Quindi è sempre bene assecondare il bisogno del cervello di elaborare le informazioni:  se è concentrato a mantenere lo sguardo su un punto perché altrimenti veniamo considerati in un determinato modo, non riuscirà a fare il lavoro per cui ci stiamo tanto affannando: ascoltare e/o informare.

Fine parentesi.

Tornando ai videotutorial, possiamo affermare che:

posizionare la testa in alto rispetto alla cam suscita sentimenti negativi in ci guarda e ci ascolta. Trattare gli altri come nostri pari -visto e considerato che a questo mondo non esistono persone di livello superiore agli altri- suscita sempre sensazioni positive e benevolenti.
Credo sia un errore fraintendere la superiorità con l’autorità.

6 Commenti per questo post

  1. #1
    Commento di: Marina
    Data: 04 dic, 2009 Ore: 12:01 pm

    Ciao, bell’articolo :) Concordo su quello che dici, ma credo che alle volte sia necessario anche prendere atto che ci sono delle difficoltà fisico-logistiche quando si registra un video (parlo per esperienza personale…). A volte si è in posizioni un po’ precarie con la videocamera e può capitare che sia un po’ più bassa del viso. Secondo te come si potrebbe rimediare all’inconveniente?
    Grazie e a presto :)

  2. #2
    Commento di: Pikadilly
    Data: 05 dic, 2009 Ore: 11:42 am

    Ciao Marina,
    ti ringrazio per il commento positivo. ;)

    Per fare una battuta, ti direi: usa i libri che non ti piacciono per fare una sorta di base alla webcam. ;)

    Hai fatto bene a porre questa domanda, così posso puntualizzare una cosa che non ho inserito nel post, mea culpa, mea maxima culpa. ;)

    Un solo segno negativo non basta per alienarsi l’utenza. Ad esempio, se tu sei una persona aperta, cordiale, che tratta tutti alla pari, che crede in ciò che dice, non basta solo la cam posizionata in basso rispetto alla testa per innervosire i tuoi utenti, perché lanci più segnali corporei (divisi tra tono della voce e movimenti) positivi che negativi. ;)

    Anche nella lettura del corpo che si fa normalmente offline, la storia non cambia. Se devo inquadrare una persona, non mi baso su un solo segno o su una sola posizione, bensì su più segni che mi confermino il segno dominante (ad esempio la posizione della testa), se non ci sono altri segnali che quella persona è chiusa o aperta, allora interpreterò quell’unico segno come un caso, come una posizione comoda o come un problema fisico, ecc. ;)

    Quindi, tranquilla, se sei perfettamnte in linea con ciò che dici e mostri tutti i segnali di apertura verso l’utenza, non sarà la posizione della testa ad allontanare i tuoi fidi. ;)

    Un saluto. ;)

  3. #3
    Commento di: Marina
    Data: 05 dic, 2009 Ore: 4:14 pm

    Ciao Francesca, grazie anche per la puntualizzazione: molto utile e pure tranquillizzante :)
    In effetti sto sperimentando una nuova location… ma in quella precedente usavo un famoso libro di cucina (solo per via della mole consistente :P ).
    Ciao e a presto!

  4. #4
    Commento di: Marco Grazia
    Data: 13 dic, 2009 Ore: 7:15 pm

    Basterebbe un corso per attori, di quelli che ti danno un’infarinatura dove non necessariamente vai perché speri di debuttare a brodway.
    Molti fanno dei corsi appositi per anchorman, ovvero per persone che devono parlare davanti ad un obiettivo.
    Enrico Bertolino, sì il comico, prima faceva corsi per persone che dovevano parlare in pubblico, lì consigliava sempre a chi parla di muovere la testa mentre guardava la platea, così da cogliere in un simbolico abbraccio chi lo stava ad ascoltare, è importante per non sembrare statici, per far finta che voi siete lì per amarli tutti…
    Per la cam, quando la comprate prendetene una che sotto ha il foro per il supporto su cavalletto, poi andate in un negozio di cinesi e comprate un cavalletto da tavolo per macchina fotografica.
    Forse costa meno che acquistare libri che poi non leggerai mai.

    M.

  5. #5
    Commento di: Pikadilly
    Data: 14 dic, 2009 Ore: 2:38 pm

    Ciao Marco,
    il tuo suggerimento è veramente molto utile. Grazie per il prezioso contributo. ;)

  6. #6
    Commento di: Marco Grazia
    Data: 14 dic, 2009 Ore: 4:14 pm

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