Mani: quanto è importante mostrarle nei video?
Due giorni fa, su WMF, ho aperto un argomento riguardante l’importanza di mostrare le mani nei video tutorial di comunicazione e webmarketing.
Ora, la mia domanda -implicita- era questa: perché spesso nei video di comunicazione e webmarketing non si vedono le mani dell’oratore, bensì solo il faccione?
Me lo sono chiesta tante volte. Ho una marea di video – non dico salvati su pc, ma quasi – che mostrano tante facce, ma nessuna mano. Perché?
Il perché arriva inersorabile come un cliché: perché mostrare la faccia serve per farsi riconoscere dall’utente e quindi creare una sorta di fiducia che solo mostrando la faccia è possibile ottenere. Un po’ come la storia del nick e del nome rale, dell’avatar e della foto personale, ecc.
Per quanto riguarda i video in questione, che parlano principalmente di comunicazione, c’è un particolare molto utile che viene ignorato: le mani sono il primo strumento che il cervello usa per comunicare fiducia in chi ci ascolta.
Pare una stupidaggine, vero?
Non è così.
Quando si conosce una persona, la prima cosa che si fa è dargli la mano. Non lo si fa così, tanto per. Ha uno scopo ben preciso che con gli anni è andato a scemare: comunicare all’altro che non si hanno armi con sé.
In antichità, il rischio di essere sgozzati in mezzo alla strada era alto, molti portavano coltelli e altre armi nascoste sotto la manica della mano con cui scrivevano (la maggioranza usava la destra, come oggi), dare la mano voleva dire “non ho armi con me”. Anche la stretta a due mani aveva la stessa funzione.
Oggi, il rischio di essere accoltellati in questo modo è basso, quindi si usa la stretta di mano per convenzione. La utilizziamo soprattutto per comunicare di essere disposti, anche solo in parte, a far entrare l’altro nella nostra comfort zone o territorio personale. (Anche se quest’ultimo significato ha perso molto peso “grazie” alle convenzioni che obbligano il dare la mano anche quando non ci sentiamo di farlo.)
Eccoci, già con un solo gesto abbiamo comunicato due cose. Ma non è finita, con la semplice stretta di mano se ne possono comunicare molte altre, ma non le tratterò qui, magari macinerò un altro post.
Pensando a questo semplice gesto, mi viene da chiedere: quanti altri segnali possiamo lanciare semplicemente con le mani?
Molti? No, moltissimi.
Quando si parla, le mani servono a trasmettere la sensazione di essere in perfetta sintonia con ciò che stiamo dicendo.
Tenere le mani nascoste – o peggio, ferme - indispettisce chi ci ascolta, perché il cervello è programmato per tenere d’occhio le mani. Quando eravamo ancora scimmioidi, e ci si prendeva a bastonate con la facilità con cui oggi ci si prende a parolacce, non stavamo attenti a ciò che il probabile nemico stava vocalizzando, ma a come teneva le mani, se in vista o meno, se a mo’ di “fatemi la grazia” (tipo le vedove che si inginocchiano sotto il crocifisso tenendo le mani alzate con i palmi in vista), pugni chiusi, pugni aperti, ecc.
Il cervello, quindi, ha mantenuto questa abitudine di controllare le mani, anche se noi razionalmente non ce ne rendiamo conto.
Perché questo aspetto non viene preso in considerazione quando si gira un video sui più disparati argomenti riguardanti il web e la comunicazione online?
Più del 60% della comunicazione riguarda il non verbale. Sarebbe il caso di tenerne conto.
Aiutare la propria comunicazione utilizzando anche le mani è necessario per dare valore a ciò che si sta dicendo.
Quello che noi razionalmente non vediamo, il nostro cervello lo percepisce ugualmente, trasformando ciò che ha visto in sensazioni che influenzano la nostra percezione dell’altro e di ciò che espone.
Il faccione, buttato così, come se fosse la cosa più bella di questo mondo, non aiuta la comunicazione. Dice, perché?
Proviamo ad avvicinarci ad un bambino di pochi mesi, sbattiamogli sulla faccia il nostro viso. Quale sarà il risultato? Nella maggior parte dei casi piangerà come un disgraziato, nella minor parte dei casi sorriderà perché in noi riconoscerà alcuni tratti che lui associerà a quelli della madre, ma comunque si sentirà di ritrarre la testa perché siamo entrati nel territorio personale, zona in cui può entrare solo la madre. Ed è lo stesso per i video. Questo è un qualcosa che ci portiamo dietro da quando siamo piccoli.
Mica è finita.
Guardando alcuni video, ho notato come l’oratore di turno tenga la testa in posizione più alta rispetto alla camera da presa, dando così l’impressione di essere un re in piedi davanti un suddito in ginocchio.
Che tipo di messaggio manderà una posizione del genere? Semplice:”Io qua sopra, tu là sotto”.
Quindi, anche non mostrando le mani si danno dei messaggi…per lo più negativi.
In conclusione, credo sia di forte aiuto mostrare le mani quando si vuole convincere qualcuno a credere nelle nostre parole, la faccia non basta, e se usata male è ancora peggio di non mostrarla.
La mia emetofobia mi ha insegnato a leggere il malessere nei comportamenti degli altri, la convinzione nei comportamenti dei medici, la passione negli psicologi che parlavano in modo e si muovevano in un altro, le falsità in chi mi diceva “tu sei normale” e poi si tradiva con una collaborazione tra visto e mani che non è possibile controllare. Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma mi fermo qui sperando che si dia una maggiore importanza a come si dicono le cose e non solo a ciò che si dice, perché l’uomo si fa fregare, il cervello no.
3 Commenti per questo post
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Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.








Data: 22 ott, 2010 Ore: 4:40 pm
Nel premettere che mi sono accostato alla PNL, dico anche che la uso solo come strumento di difesa (rido sotto i baffi che non ho quando il boss tenta di rifilarmi qualche ancoretta da utilizzare con comodo nei periodi di magra
). Condivido i tuoi punti di vista, Pika, anche se non completamente. Credo ci siano un sacco di limitazioni in una trasmissione dati -ancorchè video- come i tutorial cui ti riferisci: impostazioni della scheda grafica de PC ricevente, banda disponibile, distrazioni dell’ambiente in cui si trova il PC del trainee, e tanti altri che possiamo, o meno, conoscere.
La tua modalità di affrontare qualsiasi cosa ‘a tutto tondo’ è tanto rara quanto apprezzabile, ma punterei piuttosto sull’eccellenza dell’impostazione nella comunicazione diretta, piuttosto che sull’inserimento delle mani nei video-tutorial: a me rievocherebbero un pò il giochino delle tre tazze: dov’è la pallina?
Data: 22 ott, 2010 Ore: 7:47 pm
AAAAARGH! SONO UN ACARO!!! PIKA! Mi hai catalogato in una delle tue (sotto)categorie di frequentatori di blog… NOOOOOOO!!!! XDDDD
Data: 22 ott, 2010 Ore: 11:33 pm
Eh? Cosa? Che? Cosa ho fatto?