Tema gratuito per WordPress: Pazzi per la cucina
Visto la mia attitudine a bruciare anche i cibi che non vanno cucinati, ho pensato di fare un semplice tema per WordPress adatto ai blog di cucina.
Si chiama “Pazzi per la cucina“.
Le principali caratteristiche sono:
- E’ gratuito.
(Un tema che si chiama “Pazzi per la cucina” poteva essere solo gratis) - Validato Xhtml Strict e css.
(Voglio dire, è un tema titolato) - Larghezza fissa, tranne che per lo sfondo.
(E’ un tema che rimane sulle sue…ma non sempre) - Compatibile con IE 6. E’ presente l’hack per Ie 6 per la trasparenza delle png.
(Ma non mi ci sono soffermata molto. Non voglio continuare a dare del Voi a chi è rimasto al 1800) - Nella cartella del tema è presente il font “F-Miring Campotype.otf” con cui ho formattato la sidebar e altre parti del tema. Attualmente la proprietà @font-face funziona solo con Safari.
(Un tema che guarda al futuro) - Nella home del tema c’è una funzione che permette di mostrare l’anteprima degli articoli.
(Fa tanto Ansa) - Non è adatto agli amanti dei Widjets. La grafica particolare non mi ha permesso di pensarlo per chi usa i widjets al posto delle funzioni di wordpress. Potete trovare tutte le funzioni qui.
(Una pecca perdonabile, spero)
Io posso, tu no
Eh eh eh. Ah ah ah.
Rido.
Rido perché nella giungla dei web lavoratori, ogni giorno qualcuno si mura vivo in considerazioni perfettamente in grado di vivere nella lettiera del gatto.
Da qualche settimana ho aperto francescaluciani.it, il dominio ce l’ho più o meno da quando mi sono resa conto che mi presentavo ai clienti dicendo “Piacere, sono Pikadilly”, e loro mi guardavano come se avessi in faccia un filmatino del papa che tira su incenso da un narghilè. Avevo bisogno di essere presente in rete e offline nelle sembianze di una persona seria.
Ma non solo.
Il nuovo sito serviva per chiarire ai miei concittadini il vero significato della frase “primo su Google”, frase che li eccita più o meno come guardare le estrazioni del lotto o un accumulo di cellulite sull’interno coscia di Belen.
In questi due anni ho potuto quantificare il livello di stronzate che, nella mia città, sono state divulgate in merito al posizionamento nei motori di ricerca.
Leggi tutto
5 Motivi per cui Simona Izzo ne sa più di me di web…
…e viene invitata a parlarne ai convegni.
1) Si è specializzata in tutto: uomini, sesso, cinema, letteratura, panico ecc. Il web ci sta bene come un rutto a fine pranzo.
(Mi si perdoni il francesismo)
2) E’ un utente del web, non un’addetta ai lavori. Ergo, ne sa più di me e di tutta la classe operaia della rete.
(Programmatori, designer, developer ecc = mano d’opera; seo, web marketing = classe dirigente)
3) Ha tette più grandi delle mie, quindi se spara boiate può sempre fare un profondo respiro e dirigere l’attenzione degli ascoltatori da ciò che dice a ciò che ha.
(Io al massimo posso dirigere l’attenzione da ciò che dico a ciò che dico male)
Leggi tutto
L’amico webmaster
A: Ciao Pika, come va? E’ da tanto tempo che non ci sentiamo. Che mi dici di nuovo? Che hai fatto in questo periodo? Ho visto che non ti sei più connessa: è successo qualcosa?
(In sequenza: Male, non ho una lira; Per me è sempre troppo poco; Niente che tu possa capire; Niente che tu possa fare; No, eri semplicemente bloccato…)
Pika: Ultimamente non sono tanto per la quale…sai, la primavera, il caldo, i soldi che mancano sempre… Tu invece?
(Devo essere entrata in menopausa. Porca miseria, non ho nemmeno 30 anni…)
A: Come al solito, ho fatto un po’ di siti per dei clienti…
(= Ho caricato joomla, preso un template da qualche sito di template free e ho presentato il conto…)
Pika: Bene bene. Allora il lavoro va alla grande?
A: Sì sì, sono stressato però. Sai, i clienti…le persone credono che NOI WEBMASTER con internet ci giochiamo, non si rendono conto che è LAVORO!! Secondo loro devi LAVORARE GRATIS. Senza parole, guarda. Proprio ieri ho litigato con un cliente che alle undici di sera mi ha chiamato e mi ha detto: “Tanto lo so che sei sempre connesso”. Non ci potevo credere, pure alle undici di sera. E perché domenica? Mi chiama un altro e mi dice che per il giorno dopo voleva una galleria di immagini, io, ovviamente, gli ho detto di no. Cazzo, è domenica pure per noi, no?
Leggi tutto
L’ultima nonna
E’ strano, ma succede ogni volta. Quando muore qualcuno di molto caro, mi accorgo che il tempo brucia in fretta.
E’ difficile abituarsi a parlare di quel qualcuno al passato. Qualcuno che era già grande quando io ero piccola, qualcuno che sembrava inattaccabile dalla morte, qualcuno che ho integrato nel background della mia vita, non ai margini.
Poi arriva una telefonata all’ora di pranzo, rispondo continuando a masticare tranquillamente, come se quello squillo non preannunciasse nulla per cui il mio corpo debba prestare attenzione. E’ un attimo.
Mi annunciano che uno dei soggetti è sceso dal mio quadro. Per pochi secondi tento di individuarlo tra gli altri personaggi, ma lui non c’è, e quando me ne rendo conto, vedo il vuoto, il bianco della tela.
Era un lavoro che pensavo di aver finito, e invece dovrò rimetterci mano e riempirlo di ricordi.
Da questo quadro, oggi è scesa la mia ultima nonna.
Una nonna che ho chiamato sempre Signora, una nonna ben curata, dipinta in ciò che io identificavo come il ritratto della mia vera famiglia.
Una canzone recitava: “Il padre è solo un uomo, e gli uomini son tanti: scegli il migliore, seguilo e impara”. Mi sono sempre chiesta se fosse possibile scegliere una famiglia e ritenersi parte di essa senza avere dna compatibili. Alla fine mi sono convinta che si può fare, e l’ho fatto.
Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.






