Professionalismi 2 – Il comunicatore

Pubblicato in: Web Jungle | 24 Commenti
lug 7, 2010

Il mio disco per l’estate contiene i seguenti brani: “Un’estate al mare…ma anche no”, “Ho tanta voglia di autunno”, “Il sole non ha voce…ma si fa sentire” e “Non squagliarmi”.
Insomma, da un momento all’altro potrei strisciare sotto le porte o essere portata a spasso dentro una bacinella. :D

Mentre il sole gioca con il dolceforno, qui le storie non mutano come le stagioni: suonano sempre la stessa musica.

Email:
“Ciao Francesca, mi serve una grafica, però mi serve professionale…”
Fine email.

Ehm…ehm…ma chi sei?
Cosa fai?
Di cosa parliamo? Di loghi? Di siti? Di blog? Di rivestimenti per cassettiere?

Risposta:
“Ciao XXX (ho scritto davvero così, l’indirizzo email conteneva un nick),
sarei felice di farti la grafica, ma ho dati insufficienti per capire che tipo di grafica ti serve e, soprattutto, di cosa stiamo parlando? Di auto? Di vini? Di tramezzini?”

Dopo quattro professionalissimi giorni mi arriva la sua risposta:
“Sono un comunicatore. Ho bisogno di un blog professionale e che parli di me”.

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I cliché nei Comunicati Stampa

Pubblicato in: Comunicazione | 6 Commenti
mar 3, 2010

Se Dio esiste, ha l’obbligo morale di liberare questo mondo dai plastici di Bruno Vespa e dai fan dei cliché.

Ieri stavo revisionando alcuni comunicati stampa per il sito di un amico… al secondo comunicato mi è venuto il reflusso da strasentito.

Sono stata travolta da uno tsunami di “leader nel settore”, “azienda all’avanguardia”, “servizi innovativi”, “servizi unici nel loro genere”, “prodotti rivoluzionari”, ecc.
Non ho mai letto così tante definizioni inutili in poche righe, be’, a parte quando leggo certi profili di Facebook, ovviamente.

L’uso del cliché è una piaga che infetta 2,5 comunicati stampa su quattro. Non sto scherzando.

Anche fantomatiche agenzie di comunicazione e marketing ritengono che frasi come “leader del settore” o “prodotti innovativi” significhino veramente qualcosa.

Invece non significano nulla. Tiè.
E’ come quando il romanziere scrive “la ragazza era bella”. Cosa ha detto? Assolutamente niente, perché l’aggettivo “bella” ha tanti significanti quanti sono i lettori che leggono il libro: per il protagonista della storia la bellezza potrebbe bollire in una ragazza con i denti gialli e capelli unti, per il figlio del lattaio, invece, “bella”  è la ragazza dalla pelle diafana e i capelli color Yomo Magro, ecc. La bellezza è cosa soggettiva, quindi l’aggettivo ha moltecipli significati=non vuol dire nulla proprio perchè potrebbe significare tutto.
Con quel “bella” lo scrittore non descrive com’è la ragazza in questione, dice solo una cosa come un’altra. (Parlavo di cliché nei romanzi qui.)

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Comunicazione

Pubblicato in: Web Jungle | 2 Commenti
ott 22, 2009

Come tutti sanno, è iniziato lo SMAU. Come chi mi conosce sa, io non ci vado.

Non è una questione di princìpi, ma di mezzi e possibilità. Tuttavia alcuni, tra i quali quelli che dicono di seguire ogni mio blog (ergo pure quello sull’emetofobia), ancora mi chiedono perché non frequento convegni, manifestazioni, incontri, simposi, riunioni, partite di bocce fuori sede.

Ed è così che nascono discussioni simili a quella che segue.

A: “Scommetto che nemmeno quest’ anno andrai allo SMAU di Milano…”
Pika: “Hai un acume che mi spiazza!”

A: “Ma come potrai mai farti conoscere nell’ambiente se non vai mai a queste manifestazioni?”
Pika: “Non devo farmi conoscere da altri web lavoratori, ma dalle persone che non lavorano nel settore”

A: “Sì, ma gestisci un blog che parla di web, quindi devi farti conoscere, altrimenti non verrai mai presa sul serio”
Pika: “Abbi fede, nemmeno se morissi verrei presa sul serio…”

A: “Un po’ di tempo fa ho parteciapato ad un convegno sulla comunicazione efficace. Ho imparato una marea di cose. A questi incontri capisci proprio come la pensano le persone. Ti insegnano a capire chi ti sta davanti”
Pika: “Sei così convinto che due giorni di convegni ti aiutino a capire le persone?”

A: “Be’, lì ci sono comunicatori che si occupano del settore da anni”
Pika: “Bene. Tu leggi i miei blog, vero?”

A: “Certo. Tutti”
Pika: “Quanti convegni sulla comunicazione ti servono per capire una frase tipo “non viaggio mai perché non riesco a mangiare  fuori casa“?

La mia giungla

Pubblicato in: Web Jungle | 4 Commenti
set 6, 2009

Ne sono consapevole, io sto alla comunicazione come Hello Kitty sta ai sfogliavelo di Giovanni Rana, però mi capita ogni tanto di comunicare qualcosa a qualcuno.
Esempio?
Be’, quando non trovo il telecomando e lo chiamo come facevo con Pikadilly, spargendo per aria anche un quantitativo imprecisato di baci, nella sorda speranza che lui arrivi trotterellando nelle mie mani.

So di per certo, però, che il verbo comunicare non è ad uso e consumo esclusivo di chi si occupa di comunicazione, ma di tutti, e questo non l’ho detto io, è un fatto. Tutti comunichiamo più o meno efficacemente, ma a quanto pare c’è chi si  sente esperto e censura ogni obiezione alle sue tesi.
Il peggio è chi gli va dietro, come sempre.

Qualche giorno fa, quando ancora ero in piena crisi canicola, ho girato un po’ Facebook alla ricerca degli uomini di comunicazione e marketing.
Mi sembrava di stare al centro di Malagrotta e non in quella rete sulla quale sono approdata tre anni fa.
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