Per questo post ho riesumato il mio dormiente senso della sintesi.
Guardate cosa ho trovato in fondo ad un articolo su un blog:

“A 17 persone piace questo elemento. Di’ che piace anche a te, prima di tutti i tuoi amici”.
Soffermiamoci a riflettere…
“Di’ che piace anche a te“?
Ripeto: “Di’ che piace anche a te“?
E’ tipo “Di’ che la zia è giovane così la fai contenta”? o “Di’ al tuo capo che ha una bella cravatta prima che lo faccia quella stronza del reparto contabile”?
Ho deciso, stasera io e miei amici di due…tre…quattrocento anni faremo una gara a chi dice per primo “mi piace”. Che bello, non sto più nel bavaglino dall’eccitazione. Potrei anche non riuscire a fare il ruttino per quanto sono emozionata all’idea di arrivare prima!! Già ho comprato Mellin e plasmon per tutti: se la spaccamo!
Voglio dire, è di questo che parliamo, vero? Di giochini da seggiolone e girello rivolti a quattrenni, non a persone adulte, strasvezzate, che vanno per la pensione, giusto? Non esistono persone che fanno a gara a chi clicca per primo sul “mi piace”, no? Non esistono. Oddio, ditemi che non esistono!
Mah…
Alla fine credo che il mio senso della sintesi non sia poi così tanto cresciuto. Se non altro, non ha bisogno di correre per essere primo nella maratona delle stronzate da social.
