Le regole
Dopo tre anni di bloggeraggio anarchico, mi sono chiesta: ma starò sbagliando qualcosa con la mia prole virtuale?
C’è qualcosa che devo sapere per diventare una vera blogger?
C’è qualcosa che posso fare affinché i miei blog abbiano finalmente una vita sociale più attiva?
Sto attraversando quel periodo in cui la figliolanza, ormai adolescente, rifiuta regole e dettami del vivere in comunità o sono al cospetto di blog che rispecchiano in toto la mia personalità sociopatica?
Così, presa dal panico genitoriale, vado in giro per giardinetti online alla ricerca di quei blogger che spaccano, quelli che vengono invitati a parlare ai convegni, quelli che elargiscono consigli su come allevare il proprio blog senza il rischio che diventi un emarginato della società dei blogger. Gli S.O.S Tata dei blog, in pratica.
Gira di qua, gira di là, trovo un blog che ospita le regole su come bloggare, twitterare, facebookare, ecc.
Tra gli imperativi assoluti spicca cotanta pochezza intellettuale: “non inserire frasi personali nei vari social”.
Per frasi personali, la blogstar intende aberrità tipo “Ho mangiato pane e cotiche” o “mi vesto di stracci” o anche “vado a fare una cosina al bagno, spero non si senta la puzza”.
Insomma, il profilo è tuo, ma non tuo come pensi tu: tuo come penso io, ovvero scrivi solo cose che interessano a me e non a te, perché le cose che pensi tu non interessano a nessuno, cioè a me.
Un’altra importante regola riguarda il non parlare di X argomenti, poiché al mondo c’è gente che ne sa più di te. Bisognerebbe mandare una mail a Dio, o al suo scribacchino, per invitarlo ad inserire questa regola tra i comandamenti conosciuti. Credo che detronizzerebbe il comandamento che vieta il desio della donna d’altri.
Altra regola -altra stronzata- negherebbe all’aspirante blogger di parlare nel proprio blog di fatti ed eventi non inerenti al tema del blog.
Un po’ come dire “non parlà de pane e cipolla se stai a magnà pane e nutella”.
Quella più bella vieta i sentimentalismi. Su un blog tecnico, ma anche sui social, è assolutamente vietato postare sentimentalismi di ogni genere e numero. Se ti ha lasciato la ragazza, crepa, ma non condividere la tua disperazione. La politica, invece, è accettata purché non penda troppo da una parte.
Di solito la destra, aggiungerei io.
L’ultima – che sono riuscita a sopportare- vieta il postaggio selvaggio di foto personali. Niente gattini. Niente cagnetti. Niente nonne. Niente nipotini. Niente figli. Niente carinerie. Non è professionale. Posta solo foto di cravatte e sei apposto.
Ora, mi domando e dico, in quanto genitore di blog adolescenti e problematici, devo ricorrere necessariamente alla castrazione per farli diventare blog adulti e professionali?
8 Commenti per questo post
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Mi chiamo Francesca, ho un età compresa tra i 20 e i 30 anni (se indovinate vi faccio pagare un mese d'affitto), da qualche anno sperimento il lavoro sul web. Ho pensato tanto a come scrivere questo About (e a quanto potrebbe non interessare, no?)e, lasciata l'idea di farlo drammatico e strappalacrime, ho optato per raccontare solo l'essenziale, quanto basta per non farvi scappare via prima del secondo punto. Punto.








Data: 15 ott, 2009 Ore: 7:24 pm
HAHAHAH Fantastico!!!
Ma c’è davvero chi indica come utilizzare un blog o un social !? ò_O
Se escludiamo i Blog/Social utilizzati a livello aziendale, gli altri, secondo il mio modesto parere, sono “campo libero”.
Anche perchè alla fine le persone non sono sceme, e comprendono quando un modo di bloggare o postare sui social è “forzato”.
Ciao ciao
Data: 15 ott, 2009 Ore: 7:41 pm
Detta alla romana:”ce stanno ce stanno”. Non solo ci sono, ma sono anche considerati il must della blogosfera. Anzi, gli autori vengono invitati ai convegni a parlare di come si genera un blog.
Ma come dico sempre io: non basta fare un figlio per diventare genitore. Allo stesso modo, non basta avere un blog per fare il blogger, ma le regole o i comandamenti su come deve essere un blog di successo hanno reso molto ilare le mie letture blogghifere.
Data: 15 ott, 2009 Ore: 8:35 pm
Capisco, bhe io non seguo blog dove se la tirano (non so se il modo di dire si usa solo a Milano), preferisco i blog di persone che hanno dalla loro parte la modestia e che danno opinioni e non regole sia che parlino di calcio o della pace nel mondo.
Tutto è talmente relativo ed opinabile che “vendere” delle cose come guide di comportamento, lo trovo assurdo e presuntuoso.
Data: 15 ott, 2009 Ore: 9:59 pm
Non voglio azzardare, ma la presunzione tra blogger e non è ad un livello pazzesco ultimamente.
Io personalmente non amo assolutamente le guide su come avere blog di successo. Ritengo che un blog debba seguire una sola regola: la passione del blogger stesso.
Se ha qualcosa da dire, anche detta a cacchio, verrà recepita ugualmente. Non è così se in verità non hai niente da dire e lo dici strizzando l’occhio ai motori, ad adsense, al marketing, a quellochetepare.
Il problema non sono i blogger che elargiscno le guide, ma come sempre, chi commenta sbavando: molti sembrano cani che si attaccano alle gambe della blogstar di turno.
Data: 15 ott, 2009 Ore: 10:24 pm
Questo per esempio è un bell’articolo
Data: 16 ott, 2009 Ore: 8:45 am
Buongiorno Pika!
Questo articolo è decisamente interessante!
Condivido il tuo pensiero e credo che la passione sia l’unica vera molla per rendere “di successo” un blog.
Le forzature e le costrizioni nella scrittura, e negli argomenti, mi sembrano davvero eccessive.
Dientro ad un blog c’è una persona (non mi riferisco quindi ai blog aziendali) e questa persona diventa più vera quando comunica tutto il suo modo di essere.
Anche quando il blog lo si crea per fini professionali.
Dove sta scritto che se nel mio blog qualche volta, spesso, o ogni tanto, se scrivo di quello che ho mangiato a pranzo vado a squalificarlo?
Potrebbe invece diventare un punto di forza ed avvicinarci di più al nostro lettore.
Data: 16 ott, 2009 Ore: 8:48 am
Ciao Francesca, questa ad esempio è un’ottima riflessione che non trovi sui blog delle tanto acclamate blogstar che poi alla fine stanno un po’ sulle scatole a tutti (diciamo la verità).
Io personalmente penso che uno debba essere libero di scrivere quello che vuole! Di sicuro bisogna avere un po’ di buon senso e cercare di seguire una determinata linea editoriale, anche perchè serve ad avere una fidelizzazione maggiore dei lettori.
Di certo però non condivido le regole del blogging, quando si teorizza su questi aspetti sono sempre un po’ distante perchè non mi faccio molte “seghe mentali”.
Ogni blog è unico e riflette a pieno l’identità di chi lo cura. Il tuo blog è unico, cerca di mantenerlo così non preoccuparti di adattarti al prototipo del blogger perfetto.
Sinceramente non seguo più molte delle blogstar perchè hanno spostato il proprio obiettivo dal blog alla cura della propria immagine legata al web, hanno perso la loro credibilità.
Data: 16 ott, 2009 Ore: 12:23 pm
Si va sempre di più verso una comunità di blogger formata da superesperti di blogosfera, ma decisamente carenti di psicologia umana.
Marbio:”Sinceramente non seguo più molte delle blogstar perchè hanno spostato il proprio obiettivo dal blog alla cura della propria immagine legata al web, hanno perso la loro credibilità.”
Esattamente, ma sono però quelli che ricevono gli inviti a parlare di blog ai convegni.:(